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Ardemagni e Morosini trascinano l’Avellino. Nulla può la Salernitana contro la corazza del Carpi

Agli antipodi le prestazioni delle due campane di B questo pomeriggio: l’Avellino ha travolto il Foggia; la Salernitana nulla ha potuto contro un Carpi solido e cinico. Sei i punti per gli irpini in classifica, due invece per i granata.

21584546_10210203120451542_1303133108_n-2Quando Morosini e Ardemagni si scatenano, non ce n’è per nessuno, soprattutto se di fronte il Foggia di Stroppa ripete la stessa prestazione di Pescara dove le reti subite furono le stesse. L’Avellino in queste prime uscite stagionali ha dimostrato di avere un’identità di gioco ed un’organizzazione tale per poter disputare un buon campionato. Dal suo arrivo Novellino è riuscito a trasmettere le sue idee alla squadra, che ben si adatta al 4-4-2 da tutti considerato obsoleto ma, tatticamente, il modulo calcistico più affidabile. Se Castaldo entra nel corso della ripresa e fa gol, il merito è del sistema che funziona. Il rigore trasformato dal pugliese Mazzeo ha riaperto la partita soltanto per 5′, mettendo a dura prova i nervi dei lupi. L’ululato quest’oggi si è sentito davvero forte, adesso occorrerà una buona prova in trasferta con il bottino pieno da portare a casa.

Vincere contro un Carpi così solido e cinico sicuramente era difficile. Il terzo 1 a 0 stagionale conferma l’ottimo stato di forma degli emiliani, al momento ostici da battere. La Salernitana però avrebbe potuto giocare con uno spirito diverso, reagire alla rete di Malcore in modo più aggressivo e deciso, visto che andava rimontata una situazione di svantaggio. Le disattenzioni difensive continuano a tormentare i pensieri di Bollini, che questa volta non è stato salvato dalla prolificità dei suoi attaccanti. La corazza del Carpi ha neutralizzato le armi granata, chiudendo ogni possibile spiraglio. Probabilmente il migliore dei campani è stato il subentrato Pucino, che ha contribuito ad una maggiore spinta offensiva sulla destra con alcuni cross insidiosi e non sfruttati dagli attaccanti. La vittoria adesso diventa un bene necessario, perché con i pareggi purtroppo non ci si salva.

Lorenzo Gaudiano

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LORENZO GAUDIANO
LORENZO GAUDIANO
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