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Avere Hamsik in squadra è un privilegio. Le bandiere nel calcio si stanno estinguendo

cattura-15-640x341Le storie non si concludono sempre con un lieto fine. Un mese fa tutti hanno partecipato con emozione e dolore all’addio alla Roma di Francesco Totti, una delle poche bandiere rimaste in un calcio che fa del business la sua unica ed imprescindibile logica. Il 28 marzo 1993 Boskov fece esordire in serie A il Capitano a soli 16 anni nei minuti finali di partita. A quest’età ha esordito in massima serie anche Donnarumma, lanciato come titolare da Mihajlovic il 25 ottobre 2015. Da allora la porta del Milan è stata sempre sua, mostrandosi come un portiere destinato ad un glorioso futuro. Già dal nome, a quanto pare, la storia l’ha voluto come erede di un Buffon oramai a pochi anni dal termine della sua straordinaria e vincente carriera con la maglia della Juventus.

A parte il girone di ritorno di questa stagione non disputato in maniera brillante, Donnarumma si è rivelato l’arma in più del Milan di Montella, che al termine della stagione è riuscito dopo tanti anni a staccare il pass per una competizione europea. La nuova proprietà cinese, al di là dei costosissimi acquisti formalizzati finora, desiderava far ripartire il progetto di rifondazione del Milan dal rinnovo del portiere. Sarebbe stata una storia veramente bella da raccontare, considerando che all’addio di una bandiera come Totti sarebbe corrisposta la nascita di una nuova di colore rossonero. Raiola purtroppo ha riportato tutti sulla terra.

Donnarumma ha rifiutato 5 milioni a stagione per cinque anni offerti dalla nuova proprietà, gettando nello sconforto tutti quei tifosi che speravano di aver trovato un nuovo idolo da venerare. Il portiere probabilmente ha subito il condizionamento di famiglia e procuratore, pur essendo un dichiarato tifoso rossonero. Ma è giusto deresponsabilizzare per la giovane età il giovanissimo portiere stabiese da questa importante decisione?

Qualche anno fa Raiola era anche procuratore di Marek Hamsik. Su una testata slovacca trapelò un’intervista in cui il capitano del Napoli aveva dichiarato di voler provare una nuova esperienza per vincere qualcosa. Anni dopo lo slovacco ha raccontato di essere stato convinto da De Laurentiis e Mazzarri a non lasciare Napoli, città per la quale oggi è diventato una vera e propria bandiera. Hamsik ha saputo probabilmente resistere alle tentazioni di un Raiola vestito da diavolo, continuando a far bene alle falde del Vesuvio. Donnarumma, che si è sempre proclamato tifoso del Milan pur essendo di origine campana, non avrebbe potuto opporsi a simili tentazioni?

Sicuramente il mancato rinnovo sarà dovuto alle pressioni di qualche big disposta a ricoprire di denaro sia Donnarumma che Raiola per avere un ruolo assicurato per una ventina d’anni. In questa situazione a rimetterci sarà proprio il Milan, ripagato nel peggiore dei modi per aver dato fiducia ad un sedicenne incapace di qualsiasi forma di riconoscenza verso la squadra che l’ha consacrato. Le bandiere si stanno estinguendo nel calcio e i ragazzi del domani vedranno in Donnarumma un campione schiavo del business ed incapace, anche in tenera età, di mettere da parte il portafogli per una scelta di cuore.

Lorenzo Gaudiano

 

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LORENZO GAUDIANO
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