Il Napoli perde due punti ma la stagione non è finita

Anche in questa stagione il Napoli esce imbattuto nei quattro confronti con le milanesi rimediando, però, tre pareggi mentre lo scorso anno aveva conquistato  ben quattro vittorie.

Sono sei punti di differenza quanti dividono gli azzurri dalla capolista Juventus in questo momento.

Considerando le sconfitte in casa proprio con la Juve e con la Roma si può già azzardare una prima analisi, anche se la stagione non è ancora finita.

La squadra di Sarri è mancata nelle partite con le formazioni più forti del campionato mentre è riuscita sin qui a perdere pochi punti con le squadre più deboli, tallone d’Achille della scorsa stagione.

Insomma aveva ragione Sarri quando raggiunto il giro di boa con 48 punti disse che il Napoli aveva mal combinato i risultati delle due ultime stagioni.

Il pomeriggio di San Siro ha, comunque, evidenziato alcuni aspetti positivi che non vanno ignorati.

1) Lo scorso anno la porta di Reina era rimasta inviolata in 12 partite, quest’anno a sei giornata dal termine sono già 17 le gare, compresa quella di ieri, giocate senza subire neanche una rete.

2) Il recupero di Milik appare oramai sulla buona strada.

3) Hysaj che ha da poco compiuto 24 anni è sempre più un punto fermo sia che giochi a destra che per necessità fuori posizione a sinistra.

4) Insigne, pur con qualche sbavatura, le tenta tutte durante l’intero arco della gara per cercare di colpire l’avversario al bersaglio grosso. Forse qualche volta esagera, non ha la familiarità con la rete che tutti vorrebbero, ma dimostra di avere personalità e carattere.

Se c’è un rimpianto che il Napoli si porterà dal Meazza è forse il solito tardivo ingresso in campo proprio del polacco.

Si era detto che forse qualche piccola concessione alle sue regole Sarri avrebbe dovuto farla in questo finale di stagione con alcuni uomini palesemente in riserva.

Perché non lanciare, quindi, Milik nella mischia prima, magari già ad inizio ripresa?

L’occasione non concretizzata dal polacco negli ultimi secondi e la maggiore vivacità dell’attacco nelle fasi finali possono fare ipotizzare che con più tempo a sua disposizione Arkadiusz poteva fare centro.

Non lo si saprà mai, purtroppo, ma è certo che il tecnico, che fa bene a parlare di programmi e di giuste motivazioni, dovrà sforzarsi di leggere meglio dalla panchina le situazioni dando nel contempo alla squadra qualche variante di gioco da adottare nei momenti di necessità.

A proposito, nonostante tutto, l’ultima parola non è ancora detta. Il Napoli è ancora in credito per il campionato perso malamente nel 1987-88 nelle ultime cinque giornate, quando il discorso sembrava chiuso a suo favore.

Per ultimare questa stagione di giornate ne mancano ancora sei, tutto può ancora succedere, bisogna crederci come fa Sarri, è doveroso.

Giovanni Gaudiano

Giovanni Gaudiano
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Giornalista

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