Vada come vada in Europa si parla di giocate ‘da Napoli’

Con sei punti di distacco dalla Juve e sei gare ancora da disputare, il Napoli può proseguire con maggiore serenità il cammino fino al 20 maggio. La matematica lascia ancora qualche chance; in pochi coltivano l’ illusione cullata finora, ma la logica dice che il Napoli potrà ancora raggiungere qualche traguardo di punti, di vittorie esterne, di presenze, non certo lo scudetto.
Eppure sembra quasi una una sconfitta per il popolo azzurro, un secondo posto in splendido isolamento. Ma ha ragione Sarri quando dice : “ I nostri risultati, a volte, sono sottovalutati, ma, a tratti mi fa anche piacere perché vuol dire che tutti si aspettano molto da noi”. E durante tutto l’anno, non sono mancati i ‘denigratori’ di professione pronti a dar voce proprio a Napoli ad una stampa sportiva non certo amica capace di alimentare polemiche per destabilizzare l’ambiente. E’ una constatazione di fatti, non una ricerca di alibi : i favori arbitrali per la Juve sono documentabili e quantificabili. Lo scorso anno, il Napoli finì il campionato distaccato dalle due sconfitte con l’Atalanta, mentre la Juve non trovò arbitri insensibili e concluse il campionato a 91 punti; quest’anno chissà: certo, al momento, in casa Napoli prevale la delusione, la rabbia e quel qualcosa dentro che fa soffrire come gioire. Non avessimo vinto contro il Chievo con l’urlo per il gol di Diawara all’ultimo sospiro, non avremmo goduto di una gioia che i bianconeri non conoscono nella loro dolcezza perché rabbiosamente acquistano al supermarket dell’erba ‘voglio’. In Italia.

Mercoledì, al San Paolo, contro l’Udinese, sarebbe importante che la squadra sentisse tutto l’appoggio del suo pubblico: fossero in 10 o 20mila i tifosi,  purchè siano disposti a dire grazie a questi magnifici guerrieri che hanno lottato sempre per vincere con un gioco che ormai in Europa è definito “da Napoli”; eppure, oltre alla bellezza del gioco, i guerrieri hanno messo in campo le doti degli uomini veri: dignità e  orgoglio. E dal pubblico arrivi l’augurio di buon viaggio verso quello stadio di Torino, poche volte violato:  vada come vada, il Napoli ha intaccato molte certezze nella Juve ed è l’unica squadra in Europa che ha reso incerto il finale di campionato. Cercare colpe ora è folle: ci sarà tempo per analizzare gli errori del tecnico o del presidente o dei singoli giocatori. Scudetto o non scudetto, i tifosi hanno vissuto sin qui emozioni irripetibili che resteranno nei ricordi da raccontare tra vent’anni.

Diana Miraglia

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Giornalista

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