Verso l’Europa League senza distrazioni in campionato

Centrare l’obiettivo Europa League è possibile, a patto che non diventi un’ossessione per dare senso ad un campionato drogato dove i tifosi partenopei avrebbero bisogno di un bagno d’umiltà per esaltarsi di fronte ad una grande squadra che dà spettacolo – unica in Italia – riuscendo a risultare competitiva con le più grandi d’Europa. Il secondo posto del Napoli dev’essere il vero obiettivo per iniziare in estate un nuovo campionato partendo da Re Carlo, sempre più protagonista del prossimo futuro del Napoli. E’ il caso che si accantoni per il momento “il caso” Juventus, squadra che, a pari forze, troverebbe largamente allenante il campionato italiano.

In campionato iniziò il Parma ad allenare la Juve, ma Doveri non mostrò il rosso (dovuto) a Pjanic – sempre lui – così finì 2-1 per i bianconeri; anche l’Empoli fu buon sparring partner subendo un (molto) dubbio rigore dal signor Calvarese che non vide però il braccio in area di Bonucci. Anche in Milan –Juventus, fu discreto l’allenamento con Mazzoleni che letteralmente graziò Benatia; in Juve-Sampdoria Valeri concesse un rigore inesistente: e siamo all’oggi, anzi a domenica sera, quando Meret ha l’intenzione di colpire il grande Ronaldo che a 35 anni ha tanta paura di subire il fallo che, per non rischiare, si tuffa. E non una sola volta. D’altronde era triste, secondo i commenti svenevoli di Sky, perché non veniva servito a dovere e vagava come fantasma in campo.

Il Napoli ha perduto una partita per sue colpe: Malcuit ha fatto rivivere il passaggio di Aronica a De Sanctis in un Napoli-Torino del novembre 2012. Al 90° il Napoli ancora conduceva per 1-0 con il gol di Cavani al 6°, ma Aronica al 91° pensò bene di alleviare le pene del Torino lasciando che Sansone andasse a segnare. Malcuit ha sbagliato, ma il resto è sul taccuino di un arbitro “maestrino” che fa ripetere un angolo per qualche centimetro in più o in meno; non va a rivedere il VAR, a ragione, perché avrebbe comunque confermato ciò che aveva deciso. Il regolamento come ossessione al punto da decretare una punizione per lo scontro tra due bianconeri; per mostrare un giallo a Koulibaly che neanche con l’intenzione aveva colpito l’avversario. Ci sono tanti modi per indirizzare una gara ma la prestazione di Rocchi non è in malafede: lui è così.

Giovedì sera, al San Paolo, il Napoli giocherà l’andata degli ottavi di finale di Europa League in una cornice di pubblico che non dovrà gridare “ladri” com’è accaduto domenica. Sarà una gara dura soprattutto considerando che dura 180 minuti, ma nessuno pensi che la conquista del trofeo sia l’unica condizione per salvare il campionato: il campionato è stato piuttosto salvato dal Napoli anche quest’anno.

Diana Miraglia

Diana Miraglia
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Giornalista

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