7 giorni al via del campionato: pregi e lacune dell’organico azzurro

Tra la partenza di Sarri e l’arrivo di Ancelotti, tra i saluti di addio a Pepe Reina e Jorginho e quelli di benvenuto a Meret, Verdi e Fabian Ruiz, tra le voci circa un Mertens già lontano dal Golfo ed un Cavani pronto ad atterrare a Capodichino, è giunta l’ultima settimana del precampionato azzurro, quella che dopo l’amichevole di questa sera contro i tedeschi del Wolfsburg condurrà direttamente all’esordio in campionato in casa della Lazio.

E’ possibile, dunque, compiere qualche valutazione complessiva dell’organico con il quale mister Ancelotti proverà a dare filo da torcere alle altre big del torneo per dare l’assalto alle posizioni nobili della classifica, valutandone pregi, potenziali lacune, ed effettuando anche un paragone con la rosa che nella passata stagione raggiunse la quasi inimmaginabile quota di 91 punti.

Partendo dai pali, quello del portiere è il ruolo nel quale la società partenopea ha cambiato maggiormente, rivoluzionando per intero il pacchetto di estremi difensori con gli addii di Reina e Rafael per scadenza dei loro contratti e di Gigi Sepe, girato al neopromosso Parma. Ad oggi, a difendere la porta napoletana sono arrivati la giovane promessa del calcio italiano Meret ed il greco Karnezis. L’ex spallino è senza dubbio uno dei migliori prospetti nel ruolo sui quali Giuntoli potesse virare, avendo già messo in mostra nel corso delle due stagioni trascorse in Emilia le sue doti sia tecniche che fisiche. Rimane, tuttavia, il fatto che il giovane portiere ha all’attivo, in concreto, solamente mezza stagione disputata in massima serie (nello scorso campionato rientrò solamente per il girone di ritorno) e che, inevitabilmente, andrà testata la sua capacità di adattarsi ad una squadra che punta alle zone alte della graduatoria e che disputerà per il terzo anno di fila la Champions League. Dettaglio non da poco, conseguentemente, diviene allora capire quale sarà il terzo portiere con cui il Napoli chiuderà il reparto degli estremi difensori; tra un Ochoa, esperto e carismatico trentaquattrenne messicano che tanto bene ha fatto al Mondiale, o anche un Tatarusanu, protagonista di buone annate a Firenze in tempi recenti, che tutto sarebbero tranne che semplici “terzi”, permettendo a Meret di crescere con la calma necessaria, ed un Bardi o un Gabriel, la differenza sarebbe probabilmente non poca, considerando soprattutto le incertezze mostrate da Karnezis nel corso delle recenti amichevoli estive.

Passando alla difesa, sicuramente assume importanza centrale nel non compiere passi indietri la riconferma di Kalidou Koulibaly, nonostante l’interesse mostrato da numerosi club europei per il centrale senegalese, il quale dovrà tuttavia dimostrare di essere all’altezza delle prestazioni degli ultimi anni anche in un sistema difensivo diverso da quello capace così tanto di esaltarne le doti come quello sarrista, e senza un portiere in grado di telecomandare i propri difensori come Pepe Reina. Decisivo risulterà, senza alcun dubbio, anche Raul Albiol, candidato, dopo aver messo da parte le voci che dodici mesi fa lo davano desideroso di rientrare in Spagna, ad essere anche per questo campionato il leader silenzioso della retroguardia partenopea. Qualche dubbio, invece, per quanto riguarda le alternative ai due centrali titolari; Chiriches ha palesato nelle scorse stagioni più d’un problema fisico, spesso di natura muscolare, che ha impedito al rumeno di avere un rendimento costante, mentre Maksimovic dal punto di vista tecnico sembra ancora lontano dal giustificare il prezzo pagato a Cairo per assicurarsi le sue prestazioni. Paradossalmente, colui il quale potrebbe offrire maggiori garanzie è proprio Lorenzo Tonelli, dato invece come partente, destinazione Cagliari o Sampdoria.

Sulle corsie esterne difensive, invece, per quanto riguarda la fascia destra, saranno da valutare sia la capacità di Hysaj, indiscutibile dal punto di vista difensivo, di adattarsi ad un sistema di gioco che lo porterà ben più spesso ad arrivare sul fondo, e che quindi lo spingerà a dover affinare le proprie doti offensive, sia il reale valore di Malcuit, terzino con un passato da attaccante proveniente dalle fila del Lille, semi-sconosciuto a buona parte degli addetti ai lavori, ma che potrebbe essere stato indicato da Ancelotti proprio per le sue caratteristiche votate alla fase d’attacco. Per quanto riguarda l’out sinistro, invece, se Mario Rui sembra con una serie di buone prestazioni aver ormai superato completamente i postumi del serio infortunio al ginocchio di due anni fa, e che aveva condizionato non poco la prima metà della scorsa annata, preoccupa il fatto che Ghoulam, pur proseguendo in maniera ottimale il suo recupero, non sarà realisticamente disponibile per scendere in campo prima di un paio di mesi; la società sembra orientata a cautelarsi bloccando la partenza per Empoli di Luperto (che in realtà nasce centrale), ma la paura che ci si potrebbe pentire, in caso di rientro graduale e lontano dalla condizione migliore dell’algerino, di non aver preso un’ altra alternativa, o quantomeno di non aver preso, in luogo di Malcuit, un terzino dalla già comprovata affidabilità su entrambe le fasce, rimane forte.

Per quanto riguarda il centrocampo, dal punto di vista strettamente qualitativo la sanguinosa partenza di Jorginho (fermo restando che 60 milioni, soprattutto considerando che la prossima estate l’italo-brasiliano sarebbe andato in scadenza, hanno rappresentato senza dubbio una cifra più che sufficiente a legittimare la partenza di un giocatore che probabilmente negli schemi ancelottiani sarebbe stato meno fondamentale di quanto non sia stato con Sarri) dovrebbe essere stata ben compensata dall’arrivo del talentuoso Fabian Ruiz, in merito al quale andrà sicuramente verificata la rapidità di adattamento al calcio italiano, ma del quale difficilmente possono essere discusse le doti tecniche e fisiche. L’unico dubbio legato alla mediana rimane probabilmente quello legato all’efficacia che potrà avere capitan Hamsik nel nuovo ruolo di regista avanti alla difesa, non, ovviamente, sotto il profilo della qualità tecnica di Marek, ma piuttosto sotto quello della copertura che potrà assicurare in fase difensiva. Qualora lo slovacco si dovesse rivelare non idoneo a coprire quella zona di campo, reseterebbe poi il solo Diawara come regista in rosa; in relazione a ciò, evidentemente, non si può che compiere un atto di fede nei confronti delle valutazioni effettuate dal mister.

In avanti, infine, è senza dubbio migliorata ulteriormente la qualità degli esterni offensivi, ai quali si è aggiunto un ottimo giocatore come Verdi, la cui abilità nel calciare alla stessa maniera sia di destro che di sinistro rappresenterà un’arma in più per l’attacco azzurro, ed un Ounas che con un anno di esperienza in più alle spalle potrà verosimilmente ritagliarsi uno spazio nelle rotazioni più ampio. Nel reparto offensivo, d’altro canto, la scomessa è costituita più dalle condizioni fisiche di Arek Milik, verso il quale i dubbi sono naturalmente solo quelli dipendenti dalla sua condizione fisica dopo i due infortuni gravi degli ultimi ventiquattro mesi. Se, come dichiarato dallo stesso Ancelotti, Mertens in questo nuovo Napoli dovesse essere visto più come esterno che non come falso nueve, allora in caso di nuove problematiche del polacco, a ricoprire il ruolo di centravanti rimarrebbe il solo Inglese, buon giocatore ma privo di esperienza a questi livelli. E’ proprio nel ruolo di prima punta, forse, che i tifosi napoletani possono aspettarsi dunque qualcosa in queste ultime, calde ore di calciomercato.

Bruno Marchionibus

 

Bruno Marchionibus
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