A 22 giorni di distanza torna a parlare Carlo Ancelotti

A 22 giorni di distanza, Carlo Ancelotti e Giovanni Di Lorenzo tornano a parlare in occasione della confernza stampa UEFA alla vigilia di Liverpool-Napoli, in programma domani sera alle 21.                      Il silenzio stampa non è annullato, solo sospeso; è stato fondamentale per il mister azzurro quindi trovare le parole giuste per descrivere la situazione forse più delicata nella stria recente del Napoli.

Di momenti delicati Carlo Ancelotti ne ha vissuti tanti; ma a detta del tecnico di Reggiolo, bravissimo nell’infondere tranquillità e serenità all’ambente, questa è solo una situazione momentanea. “Quando manca sia la fiducia da parte della squadra che la fiducia da parte della società si può pensare alle dimissioni, ma in 30 anni non l’ho mai fatto perchè non mi è mai mancata neanche una delle due componenti. Le problematiche ci sono ovunque, ma il fatto che ci sia unità d’intenti significa che ne usciremo fuori”. Come si esce fuori da questo momento? Come in tutti i momenti delicati, se ne esce tutti insieme.Nonostante le chiacchiere, c’è unità d’intenti tra squadra, società ed allenatore e prima o poi ne usciremo”. Ancelotti non lo nasconde: in campionato i risultati sono stati altalenanti. Deve fare meglio la squadra, deve fare meglio la società, deve fare meglio il mister. “La squadra è frenata, non esprime il suo potenziale perché non è sciolta, ma dipende anche dalla mancanza di risultati. E’ un cane che si morde la coda, hai un freno per i risultati ed i risultati ti frenano. Non siamo all’ultima spiaggia, ma potrebbe darci quel senso di libertà per rendere al meglio”. Cosa è mancato allora alla squadra? “E’ mancata qualità nel possesso, linearità nella costruzione da dietro, soprattutto lì dobbiamo migliorare avendo più lucidità e varietà”. Su un punto non si discute, c’è unità di intenti e profondo attaccamento alla maglia; infatti, come precisato in conferenza stampa per far chiarezza sulle numerose illazioni susseguitesi negli ultimi giorni, anche Lorenzo Insigne sarebbe venuto volentieri in quanto capitano della squadra, ma a frenarlo è stato solo il fastidio al gomito. Qual è quindi lo stato d’animo di squadra ed allenatore a quanto accaduto? Sia Ancelotti che Di Lorenzo concordano: Lo stato d’animo è legato alla consapevolezza che non stiamo facendo bene, dobbiamo fare molto di più e prepariamo una gara importante con la massima attenzione e concentrazione per passare e raggiungere il primo obiettivo stagionale, a differenza dell’anno scorso arriviamo qui non con una sola possibilità ma con la possibilità di passare oggi o all’ultima gara. L’ambiente interno è motivato per la partita, i giocatori sono pronti, altrimenti non sarebbero qui. Ci siamo preparati bene, abbiamo giocato sabato e tutti fisicamente sono pronti mentalmente e fisicamente. Dobbiamo valutare le condizioni fisiche di Fabian e Mario Rui, per il resto tutti stanno bene e sono motivati”

Infine Ancelotti rivolge parole di stima verso il collega Jurgen Klopp, che in precedenza aveva detto che un tecnico come Carlo Ancelotti non ha bisogno di consigli: “E’ uno dei pochi da cui accetterei consigli”, questa la risposta del tecnico di Reggiolo, una frase che vale più di mille parole.

Nel frattempo i bookmakers inglesi già danno per spacciato il Napoli, ipotizzando una roboante vittoria domani sera del Liverpool.  A preoccupare Ancelotti non è tanto partire svantaggiato, anzi: “Ciò che più mi preoccupa è che Klopp sa che possiamo creargli dei problemi, come abbiamo fatto già l’anno scorso, nelle amichevoli e nell’andata quest’anno. Sarà dura per noi, ma anche stimolante. Giocare qui non capita tutti i giorni e vogliamo gustarcela. Qui hanno grande intensità, quindi dovremo tenere il controllo, l’anno scorso iniziammo molto bene ma poi loro presero il controllo. E’ importante lasciare a casa timore e preoccupazione”.

Massimiliano Pucino

 

 

Massimiliano Pucino
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