A Bergamo promettono sfottò. Ne sono capaci?

“I cori discriminatori sono speculazioni di cattivo gusto”. Sono state queste le dichiarazioni del tecnico dell’Atalanta, Gian Piero Gasperini, quel signore che, anni fa, sarebbe stato pronto a sposare il progetto Napoli mentre Walter Mazzarri corteggiava la Juventus. Non se ne fece niente: Mazzarri confermò la panchina azzurra per continuare una stagione da work in progress e Gasperini approdò sulla panchina della blasonata Inter. Poche settimane per fare dietrofront con tanto livore mai scomparso: lo stesso che maturò nel cuore di Mazzarri dopo aver lasciato il Napoli in Champions per occupare la panchina di una squadra senza identità che viveva nei ricordi del passato.
Gian Piero Gasperini, nativo di Grugliasco, un paesino di 37.000 anime, (quando il San Paolo è vuoto) non ha perso l’occasione di star zitto, come ha scritto Pistocchi in un twitter. Rancoroso, appena ad agosto è stato sul punto di lasciare o farsi lasciare dalla società che aveva tradito il suo lavoro e nessuno dimentica le sue esternazioni: “Il nostro calciomercato purtroppo è stato molto triste ed esiguo. La squadra così è in difficoltà. Ho sempre detto alla società di cosa abbiamo bisogno. C’era un budget importante ma sono arrivati giovani che attualmente non sono pronti. La rosa attuale difficilmente può essere competitiva su più fronti: se si vogliono ripetere i risultati degli ultimi due anni forse serve un allenatore più bravo”.
Poi, testa bassa a lavorare e oggi attende il Napoli temendo ( ? ) la tifoseria dopo le dichiarazioni di Carlo Ancelotti circa l’eccessiva tolleranza verso questi atti incivili. E non bastasse il tecnico del Napoli, ha fatto rumore la posizione di Ottavio Bianchi che ai microfoni del Mattino, ha detto: “ E’ arrivata l’ora di smetterla. Cori ironici? Ma chi ride di certe canzoni? Detesto gli insulti, tutto ciò che può sembrare di matrice razzista o offensiva non dovrebbe sentirsi negli stadi. Io certi tifosi non li capisco, non li ho mai capiti. E anche io, devo ammetterlo, non mi sono mai sforzato di capirli: a ogni contratto che firmavo chiedevo di non aver rapporti con loro, non volevo prendere parte a incontri o inaugurazioni o altro. E infatti, solo i napoletani mi hanno sempre applaudito. La mia colpa? Non aver alcun genere di rapporto con loro. Certi tecnici hanno costruito le proprie fortune coccolando le tifoserie. Io mai». E, appunto, “coccolando le tifoserie”, si possono aprire ombrelli, si possono salvare le panchine, si possono superare differenze di vedute con la società. Ma, in tal modo, quel calcio malato si può solo aggravare.
Ma, stavolta, la voce grossa di un allenatore conosciuto in tutto il mondo può far paura considerando anche le dichiarazioni del presidente federale Gabriele Gravina: “Ci sarà l’esatta applicazione delle norme in vigore. Ho parlato con Nicchi e Rizzoli invitandoli all’applicazione rigida di un regolamento vigente. L’arbitro riunisce le squadre a centrocampo e dopo una serie di annunci si può decidere di sospendere momentaneamente la partita”. Non è una vittoria, potrebbe però essere una svolta voluta dal presidente eletto da poco più di un mese che ritiene necessario riscrivere parte dell’art. 19 della giustizia sportiva per portare ordine negli stadi.

A Bergamo intanto, questa sera, sono pronti con cori “sfottò”: e sarebbe per loro la più grande delle vittorie essendo atavicamente incapaci di sorridere.
Diana Miraglia

Diana Miraglia
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Giornalista

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