Non si parli di possibile svolta, al Napoli serve la vittoria contro il Bologna per riprendere il cammino interrotto dagli infortuni. Non è cambiata la filosofia di Spalletti, né è cambiata la consapevolezza degli azzurri che, se avessero voluto risparmiarsi, non avrebbero segnato il gol del pareggio contro la Fiorentina per affrontare 30 minuti d’inferno in 9 (stremati) contro 10.
E bisogna ripartire da questa certezza per ritrovare quella fluidità di manovra congeniale al Napoli di Spalletti che sino alla decimazione (e anche durante) ha sempre offerto un gioco di squadra mai lasciato all’improvvisazione del singolo. Da qui anche alcune scaramucce con Elmas da parte di Petagna che lo rimproverava di un pizzico di egoismo.
La radiografia dell’anima di Spalletti è stata più volte ribadita con un concetto semplice laddove c’è un gruppo sano: ”Tutti hanno disponibilità a dividersi i ruoli, a prendere in carico responsabilità che spetterebbero ad altri, durante la partita, a dividersi il minutaggio. Con le cinque sostituzioni diventa fondamentale essere titolari nel primo tempo e nell’ultima mezzora.”
Ma, per infortuni, Covid e Coppa d’Africa, è venuta meno proprio la possibilità di dividersi il minutaggio o guardare ai 5 cambi, così che ogni critica all’ultimo mese altalenante è priva di un’ oggettiva valutazione delle prestazioni quasi eroiche dei guerrieri azzurri.
A Bologna qualche sprazzo di luce dovrebbe rivedersi con la convocazione di giocatori venuti fuori dal covid e con la prima convocazione di Victor Osimhen. Mario Rui e Piotr Zielinski sono tornati a disposizione di Spalletti che più volte ha fatto capire quanto sia delicato il rientro di un giocatore che potrebbe essere fiaccato dal Covid e che comunque è più o meno fermo dal momento della positività. Delicatissima è anche la convocazione di Osimhen che vorrà provare per primo le sensazioni del ritorno in campo. Doppia la responsabilità quindi sia del giocatore che del tecnico che, in caso di risultato favorevole, potrebbe “provarlo” a cuor (più) leggero. Tra i convocati restano due Primavera: il portiere polacco Hubert Idasiak e il trequartista di Frattaminore, Antonio Vergara che ieri ha compiuto 19 anni. Antonio Cioffi, sfortunato ad entrare in un momento di confusione tattica, rientra in Primavera che forse tornerà in campo domenica 30 gennaio contro il Bologna.