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A Bologna per tornare alla vittoria

Il Napoli prepara la trasferta a Bologna per lasciarsi alle spalle una sconfitta che ha bruciato un obiettivo del campionato.  E Spalletti avrà lavorato di fino sulla testa di giocatori stanchi e sconfortati: ma domani a Bologna si potrà contare sul rientro di Mario Rui, reduce dal covid e i due giocatori che avrebbero dovuto incidere nella gara con la Fiorentina e invece sono stati espulsi.

Domani Fabian e Lozano, in campo dal primo minuto o in partita in corso dovranno fare la loro parte con Fabian a dare una mano a centrocampo dove Anguissa mancherà ancora un bel po’, e in attacco, Lozano, per l’assenza di Lorenzo Insigne che da quell’infortunio al polpaccio del 1° dicembre, fino all’infortunio agli adduttori, ancora non ha recuperato. Anche in difesa ci saranno novità innanzitutto con Meret in porta, poi la linea difensiva ormai collaudata con Di Lorenzo, Rrahmani, Juan Jesus e Mario Rui; al centro ancora Lobotka con Demme. In panchina Spalletti potrebbe lasciare il tesoro per i cambi giusti al momento giusto: secondo le voci profonde di Sky, Mertens resterebbe una risorsa per il secondo tempo con Petagna invece dal primo minuto. In panchina siederanno anche Fabian ed Elmas per un terzetto nei cambi di grande garanzia.

Sia il Bologna che il Napoli vengono da una sconfitta che fa male, complice anche il Covid, con  Mihajlovic che ancora recrimina per il  mancato rinvio della partita persa a Cagliari e Spalletti che per la prima volta ammette che i giocatori “hanno tirato la carretta” troppo a lungo.

In panchina siederà anche Axel Tuanzebe che è stato bocciato dalla critica troppo in fretta. L’ultima partita da lui giocata risaliva a inizi novembre e, del campionato italiano non aveva mai avuto conoscenze. Andrà a lezione di Spalletti e tra qualche tempo potrebbe venir fuori un nuovo Tuanzebe nel momento in cui capirà i meccanismi della difesa.

Ma per vincere contro il Bologna dovrà tornare la consapevolezza e la compattezza che si son viste nel Napoli anche sconfitto a San Siro dall’Inter o dall’Atalanta. All’orizzonte ci sono ancora obiettivi da centrare. Crederci è il primo passo

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