A Firenze con rabbia e cattiveria

Zoppica la Fiorentina in trasferta ma in casa è ancora imbattuta e proverà il Napoli a forzare la difesa che ha subito finora 21 gol rispetto ai 25 fatti. E particolarmente insidiosa appare la trasferta per il Napoli ancora euforico per i risultati delle ultime tre vittorie che hanno sancito l’accesso agli ottavi di Champions e la scalata alla vetta.

La 18° giornata è iniziata con l’anticipo di Atalanta-Empoli che si è conclusa con la vittoria in rimonta dei bergamaschi al 94° con un gol di D’Alessandro. Questa sera il secondo anticipo, Inter-Lazio che i tifosi partenopei seguiranno con maggiore interesse.
Ma il Napoli deve seguire la propria strada e a Firenze sarà chiamato a trasformare l’euforia accumulata per le vittorie e per la consacrazione di Mertens in concentrazione, furia, rabbia e cattiveria agonistica. Non è facile per il Napoli che viene beatificato o crocefisso e non solo dalla stampa del Nord, mentre ha dovuto ritrovare un gioco più volte dall’inizio del campionato.

Iniziare l’anno con Milik che ha un gioco del tutto diverso dal Pipita; rinunciare al polacco in pieno rodaggio sin da ottobre da cui la sconfitta in casa con la Roma; Insigne non al top della condizione; l’infortunio di Albiol unitamente a qualche incertezza di Reina; un rigore concesso e poi negato dal signor Giacomelli alla prima giornata a Pescara e due rigori negati da Damato a Genova che creò qualche frizione tra Maurizio Sarri che ebbe il torto di protestare in Tv e il Presidente De Laurentiis che ebbe il torto (dalla Cina) di smentire la necessità di protestare. E’ sufficiente?

Eppure il Napoli è oggi al terzo posto. Ha oscurato i bla bla a tipo sentenza di chi vedeva i giallorossi come unici anti-juve e gioca d’incanto. Si parla di oggi, s’intente, perché il calcio è come i titoli volatili in borsa. Domani tutto può mutare ma sarebbe auspicabile evitare i pistolotti di chi prevede il futuro. Tanti tanti anni fa un grandissimo Milan di Rivera fu beffato dal Verona incassando 5 gol nell’ultima partita.

Diana Miraglia

Diana Miraglia
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Giornalista

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