A tre centimetri dalla vittoria, Il Napoli esce tra i fischi del San Paolo

Napoli-Genoa 0-0

Fischi assordanti, la squadra che saluta e esce a testa bassa: la scena finale al San Paolo è la fotografia perfetta della serata del Napoli, che non riesce a riscattarsi dopo la settimana più difficile dell’era De Laurentiis e non va oltre un deludente pareggio con il Genoa. Un punto che arriva dopo una partita giocata male, senza determinazione, da una squadra scarica e evidentemente condizionata da tutto quello che è successo nei giorni scorsi; sarà una sosta lunga e complicata per società, tecnico e squadra, con l’unico obiettivo di provare a ricomporre i pezzi di una frattura ormai seria.

Il tecnico di Reggiolo schiera Ospina tra i pali, linea difensiva composta da Di Lorenzo, Maksimovic, Koulibaly e Hysaj; a centrocampo Fabian e Zielinski, sugli esterni Callejon e Insigne; davanti Mertens e Lozano, con Milik che non può essere della partita per un problema fisico. Il clima è surreale: al San Paolo ci sono appena 20.000 spettatori, e dagli spalti la squadra azzurra è seguita con indifferenza, mentre bersaglio dei fischi è Lorenzo Insigne, uno dei “rivoltosi”.Pronti- via, e proprio Lorenzo Insigne  segna dopo appena settanta secondi, ma la rete viene giustamente annullata per un fuorigioco di Lozano. In 45 minuti gli azzurri fanno un solo tiro in porta: è Zielinski che al 16’ lascia partire da fuori un bel mancino sul quale Radu non si fa sorprendere. E’ la prima volta dopo tempo che il Napoli crea così poco in una partita, e a parte un altro tiro dello stesso polacco non ci sono da segnalare altre occasioni; dall’altra parte zero tiri nello specchio per il Genoa, pericoloso solo una volta con Pandev che calcia malissimo in area col mancino. Le squadre escono così dal campo tra i fischi.

Nel secondo tempo il primo squillo è ancora di Pandev (tiro a giro largo di un soffio), a cui risponde Mertens, con un tiro sul quale Radu si fa trovare pronto. Ancelotti al 60’ effettua il primo cambio, mandando fuori Callejon per Llorente; ma al 62’ Agudelo va via sul lato corto dell’area e mette un pallone al bacio per Pinamonti che da due passi spinge verso la porta, e sulla linea è Koulibaly stavolta a salvare il risultato e a evitare che il Genoa passasse clamorosamente in vantaggio. Al 66’ esce Insigne, dentro Elmas: alla sostituzione il capitano del Napoli esce velocemente tra i fischi del San Paolo, venendo però applaudito da tutta la panchina azzurra Un minuto dopo Fabian Ruiz riceve lo scarico di Llorente al limite dell’area, ma è bravo Radu ad allontanare; e all’87’ il perfetto colpo di testa di Elmas viene parato miracolosamente da Radu che con un colpo di reni impedisce che la palla entri del tutto in porta. Come evidenzia la goal-line technology solo tre centimetri hanno negato la vittoria agli azzurri, e mai come stasera vincere sarebbe stato fondamentale per provare- dopo la sosta- a salvare una stagione ormai difficile.

Non sembra esserci rigore nel finale su Di Lorenzo, ma c’è un altro episodio dubbio: al 58’ la punizione dal limite di Mertens viene respinta da Lerager, che colpisce il pallone col braccio proteggendosi il volto. Riccardo Trevisani- ai microfoni di Sky Sport- ha avuto modi di commentare l’occasione:Quello non è nemmeno un rigore da rivedere al Var, dal Var ti devono dire soltanto ‘quello è rigore’. Questo è calcio di rigore ed il Napoli meritava rigore, poi magari poteva anche sbagliarlo”. 

Quello di Elmas è stato però l’unico guizzo di un Napoli spento e con tante, troppe, paure;il silenzio stampa del Napoli continua ma ora la pausa nazionali, e forse questa è la notizia migliore in casa azzurra.

Massimiliano Pucino

Massimiliano Pucino
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