A Wembley preparano la festa. Per chi?
A Londra i sindacati hanno rivolto un appello ai datori di lavoro perché prevedano la massima flessibilità d’orario per lunedì mattina. Per gli inglesi, la finale che si giocherà domani a Wembley sembra una pura formalità da archiviare perché la festa cominci. Effetto Wembley: sui social, martellante “Football’s coming home”, il calcio sta tornando a casa. Si preparano ad un giorno di festa Nazionale e qualche timore serpeggia tra gli azzurri.
Sessantamila e più, tanti di più, incuranti di un “Delta” che colpisce, saranno sulle tribune per creare l’inferno e la semifinale contro la Danimarca è stata la prova generale nella quale è stato coinvolto anche l’arbitro che ha immaginato fosse vero quel che non era vero. E in merito a quel rigore inesistente il giornalista Furio Focolari a Radio Radio ha detto: “Sono molto preoccupato perché gli inglesi se la stanno apparecchiando e di mezzo c’è una talpa italiana, perché il designatore è italiano… il contatto non c’è stato: l’arbitro in diretta può sbagliare, ma il Var deve correggerlo e invece non lo fa, è un rigore inventato totalmente” e poi nei confronti del difensore dello United Maguire, Focolari ha aggiunto: “Posso dire che è forte, ma è un bullo di paese e gli arbitri gli consentono tutto. Ci aspetteranno momenti terrificanti, si ripeterà quello del ’66: allora il Var non c’era, ma ho l’impressione che vogliano rifare come gli pare anche stavolta”.
Si tenterà di giocare soltanto una partita ma tutti sono consapevoli che così non sarà: si teme l’effetto Wembley, si teme la pressione sulle decisioni arbitrali e nessuno nasconde qualche timore di imbarazzo per il saluto tra il premier inglese goliardico tifoso saltellante senza mascherina e il presidente italiano Mattarella che rappresenta la signorilità italica che porta in quello stadio l’unità di una Nazione che compatta grida “Forza Italia”.




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