Accade a Dimaro

“Ma com’è che in Nazionale con un modulo diverso te trovi meglio?Carlo da Reggiolo, seduto tra il pubblico, pone la domanda al capitano e Lorenzo non si accorge subito chi sia il Carlo. Una risata genuina che coinvolge tutti gli spettatori in un’atmosfera rilassata e allegra.

Sul palco Kostas Manolas, Lorenzo Insigne e Ciro Mertens, abbronzati, sorridenti, canzonatori, rispondono alle domande dei tifosi che quest’anno sembrano un tutt’uno con la squadra. Un Ancelotti che si accomoda tra gli spettatori; un Ancelotti che si ferma lungo una stradina per aggiustare la bicicletta di un bambino; un Ancelotti che si ferma per un selfie o un autografo senza atteggiamenti da eterno sfigato: i giocatori disponibili a ridere con i tifosi finalmente amici: ecco, l’atmosfera è tutta qui e la giornalista Italia Mele, presente al programma “Ne parliamo da Dimaro”, ha parlato di una squadra “i cui giocatori si sentono soci e partecipi del progetto in prima persona”. “Proprio quello che non si vive più nel mondo del calcio” – ha ribadito Montervino – ; ora ciascuno gioca per se stesso e pensa a se stesso. Invece qui, – ha concluso – si sente il calore e l’appartenenza”.

Finalmente con due anni di ritardo si è chiuso il capitolo dell’ex tecnico che, come ha detto Antonio Corbo, “a Dimaro viveva in un bunker 40 metri sotto terra”. Lontano da tutti, sempre pensieroso, nervoso, asociale. “Oggi sappiamo – ha concluso il giornalista Caiazzo presente in trasmissione – che i 91 punti rappresentavano un successo personale; per se stesso, non per la squadra.”

Alla buon’ora: “lui” ha finalmente raggiunto il palazzo e finalmente si è chiuso per sempre quel capitolo che pure ha lasciato spiragli per Reja, Mazzarri e Benitez.

A Dimaro pian piano, si sta costruendo il nuovo Napoli: nuovo in tutto, dalle amichevoli di lusso, al mercato in itinere, alla trasferta oltreoceano ma soprattutto, di nuovo, la voglia di arrivare al Napoli, partendo magari dal Real Madrid, come James.  Voglia di Napoli guidato da un leader calmo, vincente, ironico, che attira a Napoli giocatori che, in altra situazione avrebbero detto “no, grazie”.

E allora, tutti insieme per costruire il nuovo Napoli sfacciato e impenitente che parla di scudetto senza pudore. E’ il Napoli made in Ancellotti: già qualche segnale appare chiaro, il primo dei quali si chiama Lorenzo Insigne che sembra destinato a tornare a sinistra dove gioca “bene” in Nazionale. Il secondo segnale lo ha evidenziato Mertens che ridendo, canzonando, scherzando, non ha mancato però di dire “penso che dobbiamo comprare altri giocatori per alzare l’asticella”.
James arriverà?
Diana Miraglia

Diana Miraglia
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