Alla Dacia Arena il Napoli non va oltre il pareggio, e il destino di Ancelotti è sempre più incerto

Udinese-Napoli 1-1

Non basta il secondo tempo di Udine né il gol di Zielinski per tornare alla vittoria; la prestazione alla Dacia Arena è scialba, e il Napoli regala sprazzi di sé stesso solo verso la fine del secondo tempo, per ritrovare la vittoria che manca da Ottobre. 21 punti in 15 giornate, questo è il record negativo in campionato degli azzurri, con gli stessi punti del Napoli di Edy Reja nella lontana stagione 2007/2008. Adesso c’è il Genk, sfida crocevia per le sorti degli azzurri: dentro o fuori.

Sono clamorose le scelte del tecnico Reggiolo, che a sorpresa lancia di nuovo titolari Mertens e Callejon, rimasti fuori nelle ultime due giornate e dati ormai per epurati.In porta c’è Meret, la linea difensiva è composta da Di Lorenzo, Manolas, Koulibaly e Mario Rui; a centrocampo Fabian Ruiz e Zielinski, sugli esterni Callejon e Insigne; davanti spazio a Mertens e Lozano. Il Napoli nella prima frazione non effettua neanche un tiro nello specchio della porta friulana: la squadra è spenta, demotivata e impaurita, il gioco è orizzontale e macchinoso e davanti si segnalano solo due guizzi di Lozano e Zielinski. Al 32’ il lancio in profondità di Fofana buca completamente la difesa azzurra– con Koulibaly che si fa trovare completamente fuori posizione- e per Lasagna è facile battere Meret e portare in vantaggio l’Udinese. Il Napoli prova a reagire attaccando dalla sinistra con Mario Rui che al 41’mette un ottima palla al centro per Lozano, ma il messicano sotto porta buca l’intervento e permette ai difensori dell’Udinese di mettere in angolo.

Ancelotti non può non accorgersi della totale sterilità degli azzurri. C’è subito il primo cambio, con Llorente che prende il posto di Insigne; viene inoltre chiesto a Di Lorenzo, rimasto basso nel primo tempo, di attaccare a prima fascia, così da poter sfruttare su entrambe le corsie sia Mario Rui che il terzino destro. Il Napoli è molto più aggressivo, provano a riacciuffare il pareggio sia Mertens che Fabian Ruiz; al 61’ c’è il secondo cambio per il Napoli, con uno spento Lozano fuori per Amin Younes che si va a posizionare alto a sinistra. Il Napoli incomincia a pressare alto costringendo i friulani all’errore, e al 70’ Zielinski strappa il pallone dai piedi di Mandragora e dal limite piazza il tiro che lascia immobile Musso e riporta il risultato in parità: da questo momento in poi c’è una sola squadra in campo. Neanche un minuto dopo, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, la palla arriva a Mertens che da posizione defilata ha l’opportunità di colpire di controbalzo, ma il suo tiro esce di pochissimo; un’altra grande occasione capita sulla testa di Llorente, che non sfrutta il cross al bacio di uno scatenato Di Lorenzo e consegna praticamente la palla a Musso. Mentre Callejon si accinge a battere un calcio d’angolo all’80’ Maksimovic incomincia a protestare veementemente con il guardalinee durante la fase di riscaldamento per ragioni ancora da chiarire; Mariani dapprima estrae il giallo e, dopo le continue proteste del difensore azzurro, scatta anche il rosso dalla panchina per il serbo. Ci prova infine Younes all’82’ con un tiro a giro che trova la deviazione anche di un giocatore dell’Udinese, ma la palla finisce solo in corner. C’è tanta voglia di segnare nel finale ma anche tanta confusione e tanto nervosismo, e alla Dacia Arena dopo quattro minuti di recupero si chiude in parità, con il Napoli che continua a non vincere.

Carlo Alvino, giornalista di TV Luna, lascia intendere che da parte della società trapeli malcontento per il pareggio di stasera; tuttavia Carlo Ancelotti , al quale da 22 anni non capitava di non vincere per 7 partite di file, sente ancora la fiducia della società e comunque apprezza la reazione della squadra: Nel secondo tempo c’è stata una reazione di atteggiamento, può rappresentare un segnale positivo, mentre è un segnale molto negativo il primo tempo. Cerco di essere positivo e pensare che questa squadra abbia voglia e carattere per uscire da questo momento difficile che rimane. Squadra lenta ed involuta nel primo tempo, molto più sciolta nella ripresa. Serve una scintilla per svoltare da questo momento che è complicato. Abbiamo una partita importante martedì, servono tutte le forze per passare il turno.”- questo quanto detto ai microfoni di Sky Sport

E sule voci sempre più insistenti su un contatto tra ADL e Gattuso, Ancelotti chiude per adesso qualsiasi discorso: “Io credo a quello che dice il presidente che dice che ha fiducia in me. Non ho mai pensato di lasciare perché mi sento più coinvolto adesso rispetto a quando le cose vanno bene; le cose più male sono andate e più bene andranno”.

Massimiliano Pucino

Massimiliano Pucino
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