Contropiede Azzurro

Se Allegri avesse la rosa promessa

“L’importante non è vincere ma partecipare” è la frase attribuita erroneamente a Pierre de Coubertin che invece adottò il motto per il Comitato Olimpico ben più stimolante:  “Più veloce, più in alto, più forte, insieme.” Quindi è bene sgombrare l’idea che si accetti supinamente che il Napoli, in questo campionato, debba soltanto partecipare e galleggiare. Tuttavia l’aura negativa attorno alla squadra è una forma di suicidio che in Giappone traducono Harakiri: critici, tifosi, opinionisti scelgono chi “suicidare” nel Napoli: chi aderendo al partito contro ADL, o a quello contro Allegri, o a quello contro Manna; o a quello contro i vecchi della squadra. Manca soltanto che ci si scagli contro Storace.

Il Napoli sta galleggiando perché le annate storte esistono, e nell’anno del Centenario nessuno può dimenticare che l’ultimo ventennio ha fatto saltare dalla sedia tutti i tifosi che farebbero  a gara per ricordare un gol, una partita, uno sfizio senza prezzo. E poi due scudetti vinti ed uno scippato. E poi una Supercoppa. Poco?

Quest’anno invece c’è da salvare il salvabile, vale a dire prendere atto che per il secondo anno consecutivo gli infortuni hanno già concluso la lotta scudetto. Per un attimo sarebbe realistico pensare al giorno in cui Allegri firmò per il Napoli con questa probabile formazione:

DIFESA – Meret, Di Lorenzo, Rrahmani, Buongiorno, Spinazzola.

CENTROCAMPO – Anguissa, Lobotka, Mc Tominay.

ATTACCO – Alisson, Hojlund, Politano.  In panchina: PER LA DIFESA : Milinkovic-Savic, Marianucci, Rafa Marin, Beukema, Favasuli, Olivera,  Badiashile; PER IL CENTROCAMPO – Kevin De Bruyne, Gilmour, Vergara (jolly); PER L’ATTACCO – Lucca, Giovane, Neres, Lang.

Che si apra l’infermeria e si affidi questa rosa ad Allegri che mai l’ha conosciuta: dieci punti in più sarebbero più che realistici.