In poche ore 27mila commenti pervenuti sui canali ufficiali della ss calcio Napoli, hanno giudicato in modo molto negativo l’ipotesi dell’ingaggio di Max Allegri per la panchina azzurra. Nessun entusiasmo è però emerso neanche nei confronti di Vincenzo Italiano che risulterebbe tuttavia il male minore.
Soltanto la storia può aiutare una scelta difficile verso Allegri, un allenatore considerato ormai “vecchio” nelle proposte che pur essendo ritenuto un vincente, nelle ultime stagioni è decisamente involuto al di là delle responsabilità di una società divisa e divisiva.
Nel 2013, alla vigilia del ritorno ottavi di finale Champions League, Barcellona-Milan, il presidente del Milan Berlusconi durante un evento pubblico presso Padova, disse di Max Allegri: “«no el capisse un casso” e nel 2014 arrivò l’esonero dopo la sconfitta con il Sassuolo e il Milan a metà classifica. Intanto, Antonio Conte, allenatore della Juventus, durante il ritiro precampionato, entra in rotta di collisione con la dirigenza, lasciando il club dopo aver vinto 3 scudetti, e quindi la panchina a disposizione di Allegri che viene accolto dai tifosi juventini con fischi, insulti e calci all’auto quale benvenuto.
Al momento per la panchina azzurra si deve parlare di una corsa a due con Vincenzo Italiano che in giornata parlerà con la dirigenza del Bologna, piuttosto stizzita, per definire il futuro: continuare o liberarsi.
Com’è evidente il testa a testa tra Allegri e Italiano spinge a considerazioni tecniche, a quale tipo di progetto mira il Napoli, al ridimensionamento e anche al modulo di gioco preferito dall’uno e dall’altro. Inoltre la rosa del Napoli, al netto dei rientri in particolare di Lucca e Lang, cui c’è da aggiungere Lukaku, è particolarmente ricca di attaccanti che dovrebbero essere valorizzati anche in un saggio turnover. Chi tra i due potrà reggere il dopo Conte? Chi tra i due potrà valorizzare i giovani? Chi tra i due potrà compattare lo spogliatoio e iniziare da un foglio bianco?