Ancelotti alla Luiss: alleno il Napoli perché condivido ed accetto questo progetto.

“Premio Tor Vergata etica nello sport” è il premio consegnato oggi a Carlo Ancelotti che nel pomeriggio, è stato poi ospite alla Luiss dove ha presenziato per l’evento Luiss Talk Sport 4.0. Etica, un concetto che trova nel comportamento la sua concretezza: “ Il Napoli ha una società sana e un progetto chiaro. Investe molto sui giocatori ed io lo condivido. Mi piace molto. Sono stato al Milan 8 anni, voglio battere questo record con il Napoli!

In mattinata Ancelotti ha parlato con semplicità dei valori del calcio:Questo sport non deve essere inquinato, non bisogna allontanarsi da quelli che sono i valori, sia mentali che fisici, che lo contraddistinguono. Avevo portato mio figlio nelle giovanili del Milan, ma era evidente che, per le qualità che aveva, non poteva giocare lì . Per me lo sport è una grande scuola di vita, questo premio mi motiva a continuare. Sono stato tanti anni all’estero, credo che altrove siano molto più avanti di noi nella cultura sportiva. In due anni in Inghilterra non ho mai ricevuto un insulto, qui invece ci insultiamo ancora.”   Non perde occasione il tecnico di Reggiolo di puntualizzare quanta maleducazione regni sovrana sugli spalti degli stadi italici dove si dovrebbe solo tifare per la propria squadra nel rispetto degli avversari. E tornato in Italia, ha scelto Napoli perché questa società ha un progetto: “La società ha preso una squadra fallita e ora è stabilmente in Champions e non ha debiti. Stiamo attenti a non fare il passo più lungo della gamba. C’è la volontà di crescere, di vincere, ma stiamo anche attenti a rispettare le regole che ci impongono. Stiamo investendo nei giovani, come dimostrano Meret e Fabian Ruiz. Questo è il nostro piano per arrivare a vincere”. Magari in uno stadio più funzionale che rispecchi la bellezza della città.

Parole, concetti che ha ribadito anche all’Università Luiss dove – ha detto –“mi sento emozionato perché non l’ho mai frequentata”. E in quel luogo “sacro” ha spiegato il suo ritorno in Italia dove è possibile esprimere in pieno, nella propria lingua, ogni emozione; ma ha parlato ancora di razzismo; quel tema ormai ricorrente che ha ritrovato nella sua terra come una zavorra ormai insopportabile di cui molti Paesi in Europa si sono liberati. Alla Luiss poi gli è stata rivolta una domanda:  “Quando il Napoli farà il salto di qualità ed uscirà dal limbo?”, Carlo Ancelotti ha risposto: “ Mah, il Napoli nel limbo mi sembra una parola grossa, a parte la Juventus se il Napoli è nel limbo allora le altre dove sono? Il Napoli nell’ultimo periodo è sempre stato ai vertici del calcio italiano, poi c’è il risultato sportivo ma in fin dei conti anche questo lo è. Il Napoli negli ultimi 12 anni ha fatto dei passi da gigante, tra le prime squadre d’Europa, questa squadra è molto vicina a raggiungere un risultato sportivo importante. È una società sana, che ha un progetto chiaro, investe in base a quello che ricava. Ci sono regole europee che ti impongono questo, se io sono andato ad allenare il Napoli è perché condivido ed accetto questo progetto. Anche a livello tecnico mi piace, c’è volontà di investire sui giovani, siamo vicini ad ottenere risultati sportivi importanti, altri risultati di altra natura come quella economica sono già stati raggiunti dalla società.”

Risposte chiare a domande provocatorie. A molti risulta incomprensibile che un top player come Ancelotti abbia accettato la panchina del Napoli; a pochi risulta chiaro che i veri top player sanno scegliere piuttosto che essere scelti.
Diana Miraglia

Diana Miraglia
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Giornalista

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