Ancelotti vuole risposte dai giocatori in un confronto serrato

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“Nap-Bol 1:2 Se il Napoli avesse segnato 2/3gol su 30 tiri totali non ci sarebbe stato niente da dire, ma oltre al gioco al Napoli manca la fortuna. E arbitri più attenti ( all’83esimo rigore netto su Manolas, ma Pasqua non vede e Mariani (VAR) dorme: questo il twitt di Maurizio Pistocchi al termine della sconfitta del Napoli.

Una cattiva stella persiste su Napoli in una congiuntura astrale disastrosa di cui è ben consapevole anche Carlo Ancelotti che è apparso molto preoccupato e senza cercare alibi, in Conferenza Stampa ha dichiarato: “A Liverpool sembrava esserci la svolta ma siamo caduti negli stessi errori della gara precedente. Il problema principale sta nel non riuscire a mantenere certi equilibri. Il primo tempo è stato buono, ma non eravamo poi così compatti, dobbiamo migliorare velocemente, ma c’è l’aspetto emotivo e caratteriale, non riusciamo a gestire i momenti delicati”.

Come venirne fuori?  “Il momento è negativo e delicato; – ha dichiarato Ancelotti – serve un confronto e una valutazione con la squadra per uscire velocemente da questo momento di difficoltà che è un po’ troppo lungo. Un periodo ci può stare ma adesso è troppo lungo. In questi casi l’allenatore si prende la responsabilità, domani mi confronterò con la squadra per capire cosa pensano e capire che cosa non va. Mostriamo troppa fragilità. Mi sembra normale che l’allenatore si prenda la responsabilità. Sento la fiducia di squadra e società ma servono dei rimedi e delle soluzioni. Se i giocatori mi aiutano, bene, altrimenti le troverò da sole. Non dobbiamo divagare troppo, il problema è tecnico e tattico: la squadra ha discontinuità.”

Ancelotti non si è appellato al rigore non concesso; né al gol non convalidato per 10 centimetri; non si è appellato al dazio che si paga dopo una gara come quella di Anfield; né all’incontro-confronto con De Laurentiis certamente più stressante di quello con Klopp. Tra le parole non dette ma da intuire c’è una certa delusione per quanto non hanno dato i suoi giocatori. Antonio Conte, prima della gara con la Spal, aveva anticipato di temere un certo rilassamento dopo una gara di Champions ma che si sarebbe sentito tradito se i suoi avessero interpretato la partita con la Spal con minore determinazione. E’ quel che ha provato il tecnico di Reggiolo dopo una sconfitta inattesa e pesantissima, da indurlo a dire: “Gli allenatori si devono sentire responsabili ma io non le voglio prendere tutte, solo gran parte. In campo ci vanno i calciatori, devono metterci del loro ed in questo momento non ce lo stanno mettendo, o solamente in parte”.

E talvolta è necessario il pugno duro perché se contro il Bologna, Lorenzo Insigne ha macinato chilometri con la voglia matta di riscattarsi di fronte al suo pubblico, non si può dire altrettanto degli altri, né per attenzione tattica, né per concentrazione intermittente. Un ottimo Lozano nel primo tempo, spegne ogni luce nel secondo; un Mertens svagato, si concede malvolentieri  entrando a partita in corso (ed è la seconda volta) e può snobbare un possibile gol se solo ci avesse creduto con la grinta dei giorni migliori. Non è stato schierato Callejon che nell’ultima partita era apparso un signore sdegnato; né è il caso di parlare di Llorente, bello come il Mosè di Michelangelo al quale il tifoso potrebbe chiedere “perché non ti muovi?”

E’ un momento un po’ così che tutti i tifosi dovrebbero osservare in silenzio magari ricordando quel ritornello, anni ’70, di Antoine, “ Tu sei buono e ti tirano le pietre .
Sei cattivo e ti tirano le pietre .
Qualunque cosa fai,
dovunque te ne vai,
tu sempre pietre in faccia prenderai”.

Diana Miraglia

Diana Miraglia
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Giornalista

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