Appuntamento verità al 95esimo, ciak, si gioca Napoli – Genk

1)Mancato rinnovo dei contratti, 2) arbitraggi disastrosi, 3) staff medico senza record, 4) eccessivo turnover, 5) mancanza del centravanti titolare, 6) mancato recupero di Ghoulam, 7) infortunio di Malcuitt, 8) ammutinamento 9) vice presidente e vice allenatore, non proprio adatti a lavori di diplomazia : sono i maggiori problemi messi insieme nel pentolone che dovrebbero consacrare Rino Gattuso nuovo allenatore al posto di Carlo Ancelotti;  ma a Radio Goal ( Kiss Kiss) Valter De Maggio ha chiesto ad Ancelotti un regalo: una vittoria per 5-0 per poi avere la possibilità di mettere le cose a posto e proseguire.

I tifosi appaiono divisi, ma anche molto confusi come pure la Società che ha lasciato trapelare ( di proposito?) il contatto tra il Presidente e Gattuso per stipulare un contratto di 18 mesi alla vigilia di una partita delicatissima.  Dopo la gara di Udine, si è voluto prendere in considerazione il primo tempo, giudicando gli ultimi trenta minuti ininfluenti. Pronto il cambio, dunque che dovrebbe portare un “fratello” di Ancelotti sulla panchina del Napoli.

Sarà? Sarebbe?

Non dovesse centrare l’obiettivo, Carlo Ancelotti non potrebbe restare oltre ma certamente non è facile in un momento tanto delicato, doversi difendere da voci che urlano impedendo la concentrazione. Senza voler ricorrere al romantico tifo con gioia annessa, occorre pensare ai ricavi provenienti dal cammino in Champions. Ecco dunque la domanda: a febbraio, il Napoli incontrerà (ottimismo) il PSG o il Man City, o il Bayern con Gattuso in panchina in luogo di Carlo Ancelotti? Stessa personalità? Stessa preparazione? Stesso carisma? Stesso peso politico?

E, in generale, per una squadra che dal 2007 ha percorso sempre un cammino verso l’alto diventando squadra di riferimento in Europa e, negli ultimi anni, unica vera antagonista della Juve, con Gatuso in panchina proseguirebbe verso l’alto o rischierebbe una bruschissima manovra verso il basso?

Già Mazzarri diede un volto nuovo al Napoli consegnandolo alla Champions; Benitez, valore assoluto, raccolse e creò un Napoli stellare; Sarri – quarta scelta – seppe cogliere l’opportunità per sprovincializzare il suo gioco didascalico di grande bellezza. Poi Carlo Ancelotti: il top. Solo il nome, come fu per Benitez, per far scattare sugli attenti molte promesse. Ora, arrivederci e grazie, si siede Gattuso? Ringhio, ringhiare, ruggire, esplodere, va bene: ma costruire? Un mercato da studiare a gennaio e una squadra da rifondare a giugno con Gattuso? Basta l’entusiasmo?

Diana Miraglia

Diana Miraglia
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Giornalista

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