Contropiede Azzurro

Asencio: “Aspetto la chiamata giusta, rigorosamente dall’Italia”

Punta centrale, 23 anni, 1,87, spagnolo di origini brasiliane:  Raul Asencio, una promessa per ora “mancata” è stato licenziato dall’Alcorcon per una bravata fuori dal campo. Asencio ha una grande potenzialità ma finora non è riuscito a imporsi dopo diverse esperienze nel calcio italiano, dal Genoa al Benevento, Avellino, Spal e nuovamente al Genoa per poi decidere di tornare in Spagna all’Alcorcon che è un club di seconda divisione spagnola. Secondo Sport Fair, l’attaccante è stato licenziato a causa di un video pubblicato sui social. Lo spagnolo di origini brasiliane si è immortalato alla guida con l’auto lanciata a 160 km/h con entrambe le mani impegnate: in una il caffè e l’altra per riprendere la strada. Il club spagnolo si è infuriato e ha comunicato ufficialmente la rescissione del contratto. Tuttavia Asencio nega d’essere stato licenziato e a TMW racconta: “Innanzitutto voglio chiedere scusa. Ho girato questo video per far vedere ai miei followers che stavo tornando verso casa e non dovevo girarlo. Ho sbagliato. Però non c’entra nulla con la rescissione con l’Alcorcon…”

Anche perché nel comunicato questo episodio non viene menzionato
“Esatto. E anzi voglio ringraziare il direttore, che in estate mi ha fortemente voluto e con cui sono andato a parlare a inizio dicembre proprio per chiedergli la rescissione. Lui in quella occasione ha apprezzato la mia onesta e dopo le gare di dicembre è arrivata la rescissione, prima del video…”

Perché hai lasciato l’Alcorcon?
“Le cose stavano andando male, non stavo bene lì. Non mi sembrava quello dell’Alcorcon un gioco adatto alle mie caratteristiche e la squadra non sta andando bene. Parlano di me come di un fallimento ma ho realizzato 2 gol e 2 assist, sono i numeri più importanti della squadra. Il miglior marcatore ha realizzato 3 gol, di cui 2 su rigore”.

In estate hai rifiutato diverse offerte dall’Italia pur di tornare in Spagna
“Quella estiva fu una scelta mia, di cuore. Dopo sette anni in Italia, lontano dalla famiglia e dagli amici fin dai 16 anni, decisi di tornare a giocare a casa. Avevo offerte anche importanti, anche un club di Serie A si era fatto avanti ma già avevo fatto questa scelta, volevo fare le cose bene qui. Poi però non sai mai dove vai, non sai che vai a finire nell’ultima in classifica, in Segunda Division. Ho fatto questa scelta di cuore, ma mi sono pentito. In Italia so che sono sempre stato bene, quello è il mio gioco”.

E adesso?
“Aspetto la chiamata giusta, rigorosamente dall’Italia. Fisicamente sto bene, mi sono allenato con l’Alcorcon fino al 21 dicembre e tornerò ad allenarmi in questi giorni con un preparatore”.