Attento Napoli, non pensare a sabato

Quanti intrecci tra la società del Parma e quella del Napoli negli ultimi 20anni: e ancora s’incrociano le strade. Il Parma arriverà al San Paolo schierando Luigi Sepe e Roberto Inglese che pure hanno sperato di indossare la maglia azzurra dopo il ritiro a Dimaro, mentre in tribuna, infortunati, tiferanno Grassi e Ciciretti. Una partita che promette gol e spettacolo perché questo Parma è squadra propositiva che non teme l’avversario blasonato: con la Juve, all’Allianz ha perso di misura facendo soffrire la squadra di Allegri con le folate di Gervinho. Nelle ultime due gare, due vittorie con l’Inter, a San Siro e con il Cagliari in casa con i gol di Inglese e Gervinho. Attento Napoli a non pensare a sabato, anche se Carlo Ancelotti sa come dosare le forze della rosa che sino al 7 ottobre dovrà affrontare due corazzate. Per la formazione, solo ipotesi: Karnezis tra i pali, Maksimovic in difesa; Fabian Ruiz in mediana (con Hamsik a riposo) e Milik avanti. Ma non c’è da giurarci perché il Napoli camaleonte può mutar pelle secondo l’avversario.
Ancelotti lo aveva fatto capire sin dalla presentazione durante la sua prima conferenza stampa: modulo? Chi è costui? E Carletto ha le idee chiare prima, durante e dopo. Non è detto che non si possa perdere, e lui lo sa. E i tifosi lo sanno. Ma sa adeguarsi alla squadra che incontra; sa adeguarsi al risultato che matura a mano a mano durante la gara; sa adeguarsi al caldo che sfianca o all’orario insolito o alla stanchezza che appesantisce le gambe tenendo conto della fatica del domani; sa adeguare il gioco secondo i protagonisti che manda in campo. Questo è Carlo Ancelotti che ruota tutti i giocatori considerando tutte le componenti possibili, e ogni partita, per i tifosi, è una scoperta. Nei giorni scorsi una certa stampa “destruens” dava Verdi già in partenza a gennaio e Hamsik, deluso per la panchina, deciso a ripensare ad una cessione. Ora, con la mano di Ancelotti, si è visto Simone Verdi trovare gol e gioco non dovendo interpretare la controfigura di Callejon. Anche il tifoso azzurro comincia a capire che Sarri era l’ieri e, probabilmente Verdi, come sostituto dello spagnolo avrebbe deluso, com’è stato quando al debutto non riuscì a trovare la posizione più adeguata per Insigne. Oggi, più libero, ha trovato con Mertens il miglior dialogo e l’entusiasmo che gli occorre. Lo stesso Insigne sente che è arrivato il grande momento per entrare tra le stelle europee più celebrate e da capitano aggiunto, cercherà di prendere il Napoli per mano.

Diana Miraglia

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Giornalista

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