Aurelio De Laurentiis ha rotto il muro del silenzio e in modo formale ha affrontato diversi problemi, da quelli politici-economici, al silenzio stampa, al futuro del Napoli. E, in merito all’ultima partita ha detto: “Con i tifosi mi posso scusare io, ma qualsiasi scusa dei giocatori o di capitano può sembrare una cosa voluta. Io dialogo con i tifosi, ci sono quelli che mi amano, altri che mi odiano, il tifoso ha sempre ragione, non ha interesse alla salvaguardia dei conti economici, vuole vincere e basta e non gli interessa niente, non c’è una logica societaria. C’è anche chi a freddo poi ragiona. Il silenzio stampa è stata una panacea: i signori dei media, e noi siamo fino all’1 alla tv per evitare fregnacce, dove al di là del tavolo c’è un ex giocatore ed allenatore e nei confronti di un allenatore che è stato calciatore da poco (Gattuso con molti suoi ex compagni a Sky, ndr) c’è un ping pong che può far cadere nei trappoloni anche l’allenatore. L’ex calciatore intervistatore vuole lo scoop e per evitare di rovinare un rapporto tra società ed allenatore si è messo il silenzio stampa. Ma io l’ho messo dopo aver sentito cose inappropriate, allora meglio mettere uno stop. Poi l’ultima partita che c’entra, siamo in silenzio stampa da 3 mesi e togli il tappo all’ultimo, io difendevo l’allenatore e voi l’avreste massacrato. Come mai erano spompati? Come mai ecc, invece si è provato ad essere coerenti, il tecnico ha fatto quello che poteva, negli allenamenti era altamente concentrato e dedicato.”
Non ha mancato di affrontare il tema della superlega: “Cosa penso della Superlega? Florentino Perez non mi ha mai contattato, non sono mai stato a favore della Superlega, si tratta di una questione economica, non è detto che se tu fai un super torneo a 12 hai risolto i problemi dell’economia del calcio. I problemi dell’economia del calcio li risolvi se prendi coscienza della situazione. La Superlega è una grandissima cretinata, Perez ha però avuto il merito di dire che i tornei di Champions e Europa League non servono ai nostri bilanci, non possiamo andare avanti con questi fatturati solo per fare degli assist alle istituzioni che credono di comandare il calcio invece di svolgere un’opera di segretariato. A mio avviso dovremo comporre un campionato europeo senza sorteggio, bisogna creare l’equilibrio, i cinque paesi che spendono di più dovrebbero meritare un campionato a se stante e mi riferisco alle nazioni come Italia, Inghilterra, Francia, Germania e Spagna. Le prime sei squadre dei cinque campionati si qualificherebbero per questo torneo a 30 squadre con una finale che sarebbe vista da almeno 2 miliardi di persone. Ero in Champions con Mazzarri con 32 milioni di euro di stipendi e ora sono in Europa League con 150 milioni di euro, c’è qualcosa che sicuramente non torna. Come andrà a finire con la Superlega? Dovrebbe prevalere il buonsenso, la cosa più auspicabile che tutti gli attori del sistema si possano sedere attorno a un tavolo.”
Il fiume in piena di De Laurentiis ha toccato anche i Mondiali del 2022 e la sua risposta fulminante è stata: “Si tratta di un’altra super cazzata del secolo.” Ed è tornato sull’antico problema dei calciatori alle nazionali: “Chi mi ripaga se si fa male un calciatore per il quale ho pagato 60-70 milioni? Nessuno. Volevano anche fare le Olimpiadi, ma allora che facciamo ci vediamo tutto in televisione e fate tutto voi. Visto tutte queste situazioni farei i campionati a 16 squadre”.
Finalmente con lo sguardo al Napoli: “Luciano Spalletti? Ho grande stima, prima che andasse alla Roma mi venne a trovare, ma era ancora legato da un contratto. Lo trovo giusto per il Napoli, sa allenare le squadre molto bene, quando abbiamo giocato contro di lui non è mai stato facile. Ha saputo gestire situazioni complesse a Roma e Inter cavandosela molto bene. “
Quanti giocatori verranno sacrificati per contenere le spese? “Stabiliremo con l’allenatore cosa sostituire e cosa non sostituire, solo dopo aver capito come operare, vedremo il mercato se permetterà di operare in uscita per poi in relazione alle uscite opereremo in entrata. Non sono io l’allenatore per dire chi va a casa e chi prendere, io vedrò Spalletti venerdì, ci siamo dati appuntamento alle 12.30 a Castel Volturno, dal 1 luglio è con noi, domani è 1 luglio, il mercato inizia domani effettivamente”.
Rinnovo Insigne? “Non ci siamo proprio visti, dopo che è finito il campionato è partito per gli Europei. Non volevamo scasinare la situazione. Ci incontreremo dopo gli Europei con calma e vedremo quel che sarà”.
La questione Gattuso sulla panchina del Napoli: “In realtà avevo già scelto di smettere con Gattuso nell’estate precedente, l’avevo preso per tamponare l’uscita di scena di Carlo Ancelotti. Anche se avesse vinto il campionato, la sua mission a Napoli si sarebbe conclusa. Con Mendes abbiamo parlato a lungo del rinnovo di Gattuso, ma non ci siamo trovati in linea. Avevamo firmato due righe, ma poi, quando queste due righe vanno a finire in mano agli estensori legali, le due righe diventano ventisette. Poi Gattuso non si è sentito bene e io ho sentito Spalletti a gennaio, anche questo mi è stato rimproverato. Poi si è ripreso molto bene, ma questa sperequazione tra gare positive e negative mi ha fatto capire che era arrivato il momento di interrompere la collaborazione“.
Del possibile esonero di Gattuso a campionato in corso, De Laurentiis precisa: “A un certo punto, viste alcune partite dove il mister non si sentiva nella forma perfetta e visto che tutti gli interlocutori televisivi erano ex colleghi che lui conosceva, ho preferito evitare che si speculasse su alcuni calciatori e sulla società. Ho preferito introdurre il silenzio stampa, visto che la mia intenzione era andare avanti fino alla fine della stagione. Convocai una riunione con il medico Lombardo, l’amministratore delegato e tutta la squadra dicendo ‘vi potrei pagare in ritardo, invece vi pago in anticipo lo stipendio di gennaio. Però vi dico l’allenatore rimane, quindi non fate storie’. Poi ho detto Rino ‘tu resta che ti devo dire alcune cose’. Io non ho mai voluto esonerare Gattuso, l’ho visto dolente con degli occhiali e non presente effettivamente in panchina in un paio di occasioni. A un certo punto mi son dovuto preoccupare, se magari la situazione poteva precipitare e diventasse necessario intervenire. Ho contattato Spalletti e gli ho chiesto se era disponibile.
Una conferma a quanto si è sempre detto al di là delle ipotesi di mercato: “La mancanza dei soldi della Champions? Al momento spendiamo 156 milioni di stipendi, bisogna ragionare su quanto si riesce a fatturare. C’è qualcuno che fattura molto più di me che sono mesi che non mi paga, mi sta dando qualcosa in queste settimane. Non c’è un ridimensionamento, ma una presa di coscienza sul budget che va rivisto se no il Napoli fallisce. Se vogliamo portare il Napoli sul binario giusto dobbiamo tagliare le spese eccessive. Basterà vendere un giocatore per ripianare le perdite? Forse non basterà vendere un giocatore, ma bisognerà vendere quei giocatori che hanno aumentato a dismisura il proprio salario, il Napoli non può più pagare certi stipendi.”