Luciano Spalletti è il nuovo allenatore del Napoli: in tarda serata e dopo che i legali avevano già lavorato nella notte precedente, il tecnico di Certaldo ha firmato il contratto che lo legherà alla società azzurra per due anni.
Intanto continuano a trapelare notizie sulla notte prima dell’esame Verona: tutti contro tutti con il risultato che tanti tifosi dichiarano di aver “chiuso il libro”. Lo riapriranno più in là, sbirciando, facendo finta di non sentire e di non voler sapere. Buttando qua e là una domanda occasionale. Poi torneranno. E di corsa.
Di Gattuso è bene non parlare più: il Napoli è un top club che sarà guidato dalla prossima stagione da un top allenatore. E per il tifoso dubbioso, come al solito viene in soccorso a mò di spiegazione Maurizio De Giovanni con “Il resto della Settimana” finito di stampare nel febbraio 2015 che resta un vero vademecum del tifoso-malato: “Infinite tipologie riassumibili in quattro macroclassi: l’entusiasta, il disfattista, il sofferente, l’arrabbiato”.
E’ ora di iniziare a vivere il dopo-Gattuso, la giostra continua e si guarda avanti con quel sogno che è racchiuso in ogni singola partita. Il campionato che inizierà il 22 agosto dovrebbe essere più equilibrato rispetto agli ultimi anni, e, anzi, già aver detronizzato la Madame dopo 9 anni, è stato il primo segnale. L’anno che si è concluso appena domenica scorsa ha visto l’Inter agguantare lo scudetto ma Milan e Napoli sono state le due squadre che avrebbero potuto insidiare di più. Il prossimo si annuncia molto competitivo dopo la girandola di panchine ancora non concluso. Juventus, Inter, Napoli, Roma, al via, ciascuna con un progetto nuovo e con problemi di bilancio che dovrebbero spingere verso l’esaltazione di giocatori più motivati.
Tante le aspettative della Juventus che ricomincia con il potere assoluto di Max Allegri che deve inventarsi il modo di scaricare il Museo Ronaldo; della Roma che ha scambiato Mourinho per Pietro dandogli le chiavi; dell’Inter che vorrà galleggiare in alto in attesa di un compratore nababbo; poi c’è il Napoli che con Luciano Spalletti riannoderà i fili interrotti dall’uscita di scena di Maurizio Sarri che andò via senza salutare, senza parlare, senza avvisare e che oggi avrebbe preteso la chiamata dal Presidente De Laurentiis. Venire a Napoli è un onore.