Sassuolo-Napoli, siamo sul 2-2; il Napoli potrebbe trovare il vantaggio con Fabian che spara sul portiere da un metro, ma soprattutto con un rigore negato per un fallo evidentissimo di Ferrari su Politano: il difensore neroverde mette il corpo (e le gambe) davanti a Politano e gli rifila una gomitata. E allora? Che succede? Niente di niente, il silenzio assoluto. L’attaccante azzurro accenna una protesta e alza le braccia, ma ormai disilluso si rialza con un risolino amaro; né in quel momento si sente l’urlo di Gattuso, né in quel momento si richiama l’arbitro evidentemente ossequioso dell’esperienza di Mazzoleni, maestro del VAR che aveva visto il millimetro di Insigne in fuorigioco sfuggito a Marini. Corsi e ricorsi storici.
E dall’alto della sua lungimiranza Massimo Donati- telecronista di DAZN– dopo aver (giustamente) sentenziato come netti i calci di rigore assegnati dall’arbitro al Sassuolo, non ha dubbi neanche stavolta: “No vabbè, qui l’arbitro ha fatto bene a non fischiare”, commentando il replay fatto vedere mezza volta- e molto tempo dopo- dalla regia di DAZN. Il metro arbitrale è un concetto forse a qualcuno poco noto; e a rivedere i rigori fischiati a Hysaj e allo stesso Manolas forse qualche sospetto viene.
Il tifoso napoletano è per sua natura autolesionista: il fatto che la partita sia stata condizionata dagli errori degli azzurri non toglie il fatto che un errore arbitrale può condizionare la partita. L’onestà- come ha detto Umberto Chiariello- non c’entra, al limite si potrebbe parlare di omertà; per paura di risultare “piagnucoloni“, alcuni tifosi sottovalutano l’importanza di episodi decisivi e volutamente oscurati dai media
Mentre Gasperini in ogni partita- in Italia e in Europa- grida al complotto mondiale e Conte punta il dito contro gli arbitri come se fossero i suoi acerrimi nemici (“Maresca, sei sempre tu”), in casa azzurra ci diamo addirittura la zappa sui piedi: Politano- memore di quello che accadde ad Insigne in Inter-Napoli, abbozza; e il Napoli- in silenzio stampa- pecca come al solito di una pessima comunicazione; farsi sentire nei modi opportuni ma fermi è un dovere per una grande squadra.