La lealtà di Bastoni, giocatore Nazionale
Rispetto. Lealtà. Onestà. Correttezza. Etica. Parole fumose che sono state calciate via da un signore che vive di Sport. O meglio dal danaro che proviene dallo Sport. Una forma di tradimento che dovrebbe essere severamente punito.
Durante la partita Inter-Juventus si è assistito ad un episodio che fa a cazzotti con lo Sport, anzi che lo sporca con una interpretazione di Brighella, in tempo di Carnevale che rappresenta il contrario di Arlecchino: astuto, calcolatore, un servo spesso infedele e incline alla truffa. L’hanno vista tutti la scenetta di Bastoni, ammonito, che finge d’essere colpito da Kalulu, ammonito. L’arbitro, strabico o miope, La Penna fischia il fallo e mostra il rosso allo juventino con Bastoni che se la ride. Non può intervenire il VAR; e perchè non può segnalare la svista il 4° uomo? Perché non può segnalare l’assistente? Perché pagare una sestina di belle statuine?
Questo l’antefatto per la cronaca, preziosa solo per coloriti commenti da bar: la realtà è che l’Inter vince una partita giocando con un uomo in più, rischiando di perderla, ma che alla fine la vince volando verso la mèta con tanti interrogativi, primo dei quali è: ma questo campionato quanto è condizionato dalla buona fede incompetente degli arbitri? Quanto è regolare? Quanto contano i debiti che dovrebbero vietare anche l’iscrizione di molti club altolocati al campionato? Quanto contano i veti al mercato del Napoli?
E allora quanto conta lo scudetto vinto dal Napoli lo scorso campionato? Quanti scudetti vale?




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