Bergamo espugnata, giù il cappello davanti a Ancelotti

 

Atalanta – Napoli 1-2

E’ una vittoria importantissima quella conquistata dagli azzurri a Bergamo, contro un’ Atalanta combattiva e grintosa come il suo allenatore Gasperini; il Napoli d’altronde, consapevole delle qualità e del valore dell’avversario, concede il possesso palla ai nerazzurri, sfruttando soprattutto nel primo tempo le micidiali ripartenze cui ci ha abituato la squadra di Ancelotti.
Fortunatamente, nonostante le premesse della vigilia, è da sottolineare il bel clima di tifo dello stadio Atleti azzurri d’Italia, e l’assenza di cori beceri contro Napoli e i napoletani.
“Il pubblico di Bergamo ha dato dimostrazione di maturità, ha creato un bel clima, di grande civiltà. Questo deve essere il calcio: una festa di sport, in cui c’è un vincitore e un vinto.” – così il tecnico di Reggiolo nel post-partita ai microfoni di Sky Sport: chapeau.

Giù il cappello di fronte ad un grande uomo di calcio quale Ancelotti, fuori e dentro il campo, ed è proprio lui a meritarsi i riflettori della serata e grandi complimenti per l’atteggiamento tattico e per le sostituzioni nel secondo tempo: “Tanta roba i cambi di Ancelotti”– così Gasperini, mentre per Ambrosini, Catteneo e Condò già da stasera l’allenatore azzurro è tra i candidati per la vittoria della prossima Panchina d’oro.
Ancelotti rispetta tantissimo l’Atalanta, e sceglie la squadra formato Champions: tra i pali Ospina, Maksimovic, Albiol, Koulibaly, Mario Rui in difesa, Callejon, Allan, Hamsik, Fabian Ruiz a centrocampo, davanti spazio a Mertens e Insigne.
Due minuti appena dopo il fischio d’inizio di Giacomelli, viene splendidamente lanciato Insigne che parte velocissimo, e dal limite dell’area serve Fabian Ruiz al centro: la palla finisce sul palo, e prima che entri in porta sembra passare un’eternità, ma quello di Fabian Ruiz è un gran gol, frutto di una ripartenza spettacolare.
Dopo la rete del Napoli, però, è l’Atalanta a proporsi maggiormente e a giocare con grande aggressività, mentre il Napoli punta a conquistare palla e sfruttare eventuali contropiedi.
Al 20’ infatti gli azzurri ripartono alla grande, con Insigne che lancia in verticale ancora Fabian, ma lo spagnolo, costretto stavolta a calciare col destro (non il suo piede), prova davanti alla porta un buffo pallonetto che diventa facile preda di Berisha; la Dea prova con Zapata a salire e a mettere costantemente pressione al Napoli, ma la linea difensiva azzurra tiene, anche grazie alle preziose diagonali di uno strepitoso Mario Rui, il migliore forse degli azzurri.
Al 32′ Albiol, su punizione al limite dell’area di Ospina, lancia e trova quasi a sorpresa Insigne sul filo del fuorigioco che prova a colpire e a beffare Berisha ormai fuori dai pali ma la conclusione finisce fuori; Lorenzinho nell’occasione  scivola e si scontra anche con il portiere albanese, restando a terra dolorante a lungo e preoccupando i tifosi azzurri.
Insigne sta bene e si riprende subito dalla botta, ma il Napoli sembra mostrare quasi paura nei confronti di un’Atalanta arrembante, schiacciandosi con Callejon e Fabian Ruiz abbassati ormai sulla linea di difesa a 6: Ancelotti ovviamente incomincia a chiedere un pressing più alto per uscire dalla snervante pressione dei nerazzurri. Callejon è bravo in area di rigore a difendere la porta murando il tiro del Papu Gomez, mentre l’ultima occasione per raddoppiare ce l’ha Albiol su corner, ma il suo colpo di testa finisce di poco a lato.

Nel secondo tempo è Zapata il trascinatore dell’Atalanta, e proprio il colombiano serve al centro dell’area Freuler, il cui tiro finisce sul corpo di Albiol che salva Ospina e gli azzurri.
Ed è proprio l’ex azzurro che riesce, su un pallone a campanile alzato da Hateboer, a stoppare la palla al centro dell’area e a segnare da due passi: l’Atalanta ha approcciato diversamente la gara, il pareggio è meritato.
Ancelotti sceglie quindi i cambi: al 76’ fuori Maksimovic e Fabian Ruiz, calati nel secondo tempo, dentro Hysaj e Zielinski, mentre all’80’ fuori uno spento Dries Mertens, dentro Arek Milik.
Senza sbilanciarsi troppo, gli azzurri approfittano della stanchezza dell’Atalanta, ormai sulle gambe; e all’84’ palla in verticale geniale di Mario Rui per Milik, che con un controllo altrettanto geniale beffa Berisha: è 1-2 Napoli, è da bomber il gol di Milik.
Sarà per zittire qualche mormorio di qualche tifosotto, ma Mario Rui, giusto per coronare una partita fatta di letture difensive splendide, recupero palloni e assist, al 92’ toglie a Tumminiello la possibilità di calciare indisturbato e intossicare il Napoli e i napoletani.
“Quando c’è da attaccare si attacca, quando c’è da difendere si difende. Non è sempre possibile giocare il calcio champagne perché ci sono gli avversari, stasera troppo forti per noi. E’ stato un segno di maturità da parte nostra”.
Signori, giù il cappello di fronte a Carlo Ancelotti.

Massimiliano Pucino

Massimiliano Pucino
Informazioni su Massimiliano Pucino 109 Articoli
Collaboratore

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*