Il summit decisivo tra De Laurentiis e Conte sembra dipendere dal risultato di Napoli-Bologna in programma lunedì alle 20,45. Quasi in secondo piano la partita che potrebbe assicurare matematicamente la Champions e anche il secondo posto in classifica. La filosofia ricorrerebbe ad Aristotele o Hegel per spiegare un divenire da potenza a atto: una partita può diventare la strada per continuare un percorso vincente.
Così, in primo piano, il futuro di Antonio Conte lo si potrà conoscere dopo l’incontro con il presidente De Laurentiis che non intende far valere il contratto in essere in scadenza il 2027 se mister Conte non sia convinto del progetto. Nessuno può conoscere quale sarà la decisione, ammesso che la conosca lo stesso Conte.
Tuttavia sembra evidente che De Laurentiis, dopo l’approfondimento con l’amministratore Chiavelli, abbia chiaro un nuovo disegno nella gestione dopo un “rosso” in bilancio che richiede attenzione: il rendiconto al 30 giugno 2025 si è infatti chiuso con una perdita di 21,4 milioni di euro. Il Napoli non conosce finanza creativa con amministratori stranieri che pur con debiti spaventosi riescono a far iscrivere il club di appartenenza al campionato e a gestire ingaggi da capogiro; il club azzurro paga ancora quel decimo posto nel post scudetto di Spalletti in fuga dopo la pec, e paga gli investimenti rilevanti nella gestione Conte, che comunque hanno riequilibrato e contenuto il rosso.
Ora bisogna far quadrare il bilancio con la volontà di iniziare i prossimi cento anni con il Napoli nell’élite del calcio mondiale. Come? Riducendo.
E allora un passo indietro nel tempo pensando a giocatori giovani che creino plusvalenze con ingaggi più contenuti. Semplicistico il concetto sul quale lavorare, correggere, indirizzare; e se De Laurentiis saprà trattenere il ds Giovanni Manna dalle sirene romane; e se De Laurentiis saprà convincere Antonio Conte che la strada è giusta, già Napoli-Bologna sarà una doppia, tripla vittoria.