Buffon non ci ripensa e la Roma dovrà fare attenzione al Liverpool. A Napoli nel piatto la stagione e la conferma dell’allenatore

La settimana delle coppe è alle spalle ma alcune derive potrebbero venire a galla già da domani.

Da Torino fanno sapere di essere molto arrabbiati e nel contempo pare che Buffon abbia dichiarato alle “Iene” che conferma tutto quello che ha detto nello spogliatoio del Bernabeu trattandosi di un discorso logico, ma che forse oggi userebbe toni più civili.

Il concetto di civiltà è sicuramente sfuggito al portierone della Juventus e della nazionale che pare se ne sia reso conto, ma c’è il richiamo alla logica che appare ancora più inquietante.

Al di là del rigore sì o rigore no, dell’espulsione forse eccessiva, andava sicuramente mandato negli spogliatoi Benatia per doppia ammonizione, quello che non è ammissibile è che proprio il grande portiere abbia parlato di sensibilità, del fatto che l’arbitro non avesse visto la partita precedente e degli episodi che in essa si erano verificati.

Dove è possibile intravedere la logica in queste dichiarazioni? Buffon ha mostrato, oggi che è alla fine della sua carriera, una faccia sconosciuta ai più, quella che ha come credo il principio di superiorità, di compensazione e di intoccabilità della squadra bianconera della quale lui fa parte.

Non poteva farlo prima e quindi per anni si è nascosto dietro l’abituale falso buonismo tipicamente italiano.

Ci si augura che il signor Mariani, arbitro di Juventus – Sampdoria, non abbia visto la gara di Champions e che non abbia sentito le dichiarazioni dei protagonisti né letto i giornali in questi giorni.

L’euforia della Roma, invece, è giustificata. Sarà, comunque, il Liverpool a svelare se si è trattato di una grande serata o della raggiunta consapevolezza di quelli che sono i propri mezzi con annessi pregi e difetti.

A Napoli, invece, come tutti gli anni è iniziato il balletto sulla panchina. Tra De Laurentiis che mostra le braccia aperte e Sarri che ha parlato più di una volta di volersi arricchire dovrebbe prevalere il progetto che la società intende portare avanti con o senza l’attuale allenatore.

Sarri, per quello che ha fatto in questi tre anni, è destinato a restare, comunque vada, nella storia della società azzurra. Le voci provenienti, attraverso radio-mercato, da mezza Europa fanno parte del gioco ma certe dichiarazioni incrociate assomigliano molto ai messaggi in codice, oltre ai siluri, che partivano dagli U-Boat tedeschi.

La settimana di gare, che si apre oggi per Napoli e Juventus, per qualcuno potrebbe essere decisiva e forse lo sarà. Conterà la determinazione, la fiducia nelle proprie forze, i test dicono che i partenopei sono in buona forma, e poi anche un pizzico di sfrontatezza, che non farebbe male, come quella pensata e messa in campo da Di Francesco e dalla sua Roma contro il Barcellona.

Cambiare le carte in tavola qualche volta crea l’effetto boomerang ma spesso porta scompiglio in chi non se l’aspetta. E di sicuro Allegri è convinto che una tale eventualità contro Sarri non possa verificarsi.

Giovanni Gaudiano

Giovanni Gaudiano
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Giornalista

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