Buona fortuna Marek

Un pugno nello stomaco non avrebbe prodotto lo stesso dolore. E non c’è da giudicare: nessuno può o deve farlo. Resta però il pugno pur dopo una bellissima partita che indicava un Napoli ritrovato. Vuole andar via: non lo si può trattenere contro la sua volontà ed anche Carlo Ancelotti gli ha dato la benedizione. Va in Cina, in una città portuale dove fa tanto tanto freddo. A marzo inizia il campionato che finirà a novembre, e Marek Hamsik è già pronto. Si pentirà? Sarà felice? E’ una scelta fatta solo per soldi? Poco importa: magari fra vent’anni si racconterà in un libro e si saprà che cosa l’ha spinto ad una decisione tanto razionale da esser in piedi da almeno sei mesi.
La realtà, per i tifosi azzurri, è quella di perdere un punto fermo, sicuro e non soltanto nel gioco: Marek è sempre stato un vero esempio come uomo, come cittadino, come napoletano e resta incomprensibile la scelta di lasciare (il) Napoli a metà percorso.
Mai i tifosi azzurri hanno sentito questo pugno alla bocca dello stomaco, forse per la prima volta: in tanti sono andati via lasciando rimpianti: da Zoff, Ferrara, Cannavaro, Cavani, Lavezzi. Lo stesso Higuain che ha lasciato una ferita ancora aperta nei tifosi che sono stati traditi da chi camtava sotto la curva “un giorno all’improvviso. Per Marek è diverso: è proprio un dolore talmente grande che ha attutito la gioia della vittoria.
Lunedì firmerai? Se ci ripensi, tutti ti riabbracceranno.

Diana Miraglia
Informazioni su Diana Miraglia 2052 Articoli
Giornalista

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*