Cagliari-Napoli 0-1 (2° Mc Tominay)
Cagliari (4-4-2): Caprile; Rodriguez (39’ s.t Raterink), Dossena, Mina, Zé Pedro (28’ Mendy); Sulemana, Gaetano, Adopo (28’ Deiola), Palestra; Folorunsho (20’ s.t Kilicsoy), Esposito (39’ s.t Trepy). All. Pisacane
Napoli ( 3-4-2-1): Milinkovic Savic; Olivera (39’ s.t Juan Jesus), Buongiorno, Beukema; Gutierrez, Lobotka (10’ s.t Alisson), Gilmour (31’ s.t Anguissa), Politano (31’ s.t Spinazzola); De Bruyne, McTominay; Hojlund. All. Conte
Un poker all’ultimo respiro con il Cagliari che avrebbe potuto rovinare la festa azzurra. Non è stata la prestazione più convincente del Napoli che pur con una indiscussa supremazia territoriale, non è riuscito a mettere al sicuro il risultato acquisito al primo minuto di gioco. Qualche errore di troppo fanno arrabbiare Conte, ma nessuno dimentica il rientro di tanti campioni ancora non al top della forma.
LA CRONACA –
Aggressiva partenza del Napoli che occupa l’area del Cagliari e conquista un corner e al 2° sempre da corner battuto da Politano nasce l’occasione gol con la palla che rimbalza da Beukema a Buongiorno fino a Mc Tominay che beffa Caprile. Il vantaggio non frena il Napoli che al 5° potrebbe raddoppiare con Hojlund che viene spinto da Dossena al limite dell’area. Il Napoli sembra però rilassarsi: palleggia, sbaglia e a ritmi bassi finisce anche per rischiare con Olivera che perde un pallone scippato da Esposito che non sfrutta. Un primo tempo di un Napoli svogliato o distratto o non concentrato contro un Cagliari che ha tentato una pressione sterile che non ha prodotto tiri nello specchio.
Nel secondo tempo al rallentatore si registra qualche cambio di entrambi gli allenatori: nel Napoli entra Alisson al posto di Lobotka anche ammonito e nel Cagliari Kilicsoy per Folorunsho e il senegalese Mendy, classe 2007 che al 74° trova un varco per una corsa solitaria e calcia malamente a lato. Nel Napoli entrano successivamente anche Spinazzola e Anguissa che però non cambiano la partita. Cinque i minuti di recupero, unica emozione violenta della partita nel timore che potesse accadere a Cagliari quel che di bello accadde al Maradona al 95° con il gol di Anguissa.
Il FUTURO
Dunque il Napoli per una notte è al secondo posto, sorride per il quarto successo consecutivo; è soddisfatto per la porta inviolata (o, di moda, clean shot) guarda avanti e vede l’Inter a + 6, il Milan a -2 e il Como, 4^ in classifica a -7 eppure, se vuol raggiungere il suo obiettivo non deve cullare sogni ma deve concretizzare l’enorme tesoro che possiede. Contro il Cagliari, Kevin De Bruyne spicca come una pepita d’oro; Mc Tominay ha lampi di genio che si affiancano all’astuzia; Alisson è un vento da cui si fa spingere e Politano è l’operaio stakanovista di cui non si può fare a meno. E c’è Gilmour che sbaglia troppo per eccesso di fiducia in se stesso, come ha detto Conte; e c’è Anguissa ancora diesel ma che può accelerare; e Gutierrez astuto e di classe e l’infaticabile Hojlund costretto a giocare sempre con qualcuno aggrappato alle sue spalle. Il Napoli ha un tesoro inestimabile, (avaro di gol) che dovrà sfruttare le ultime otto partite per garantirsi un inizio sprint il prossimo anno e Antonio Conte, il vincente, può cominciare sin da adesso a costruire il Napoli che in questo momento ancora è in fase di rodaggio come un puzzle dove ognuno cerca di ritrovare il suo posto.