Contropiede Azzurro

All’Unipol Domus servono i 90 minuti

Nessuno ci crede ma nulla è impossibile ad una fantasia che accende l’entusiasmo di un popolo azzurrissimo. L’Inter non può dilapidare un tesoretto di 9 punti, né il Napoli potrebbe veder naufragare entrambe le milanesi: e allora, si guardi al presente che inizia appena a sorridere, senza lasciarsi travolgere dai rimpianti di quel che poteva essere e non è stato.

L’ingresso in campo di Kevin De Bruyne ha riconciliato con il gioco del calcio riassumendo in poche battute tutto ciò che gli schemi non spiegano. E’ stato comunque il primo importante segnale dopo mesi in cui Antonio Conte ha chiesto ai superstiti di andare oltre le proprie forze, ma ora non si deve cadere nella trappola nel credere che la  strada sia spianata. Il primo tempo giocato contro il Lecce deve rappresentare un campanello d’allarme per ricordare che ogni partita sarà una sfida infinita sino all’ultimo secondo concesso dall’arbitro e contro il Cagliari serviranno i 90 minuti più recupero per domare l’avversario.

La prima delle ultime 9 battaglie si giocherà all’Unipol Domus di Cagliari dove Fabio Pisacane con alcuni ex azzurri attendono il Napoli per tornare alla vittoria dopo un mese e mezzo contro i Campioni d’Italia. Per tutte le “piccole” battere il Napoli è un fiore all’occhiello e gli azzurri dovranno tener presente quanto l’orgoglio possa talvolta superare la tecnica.

Contro il Cagliari si dovrà valutare il possibile rientro di Lobotka, magari negli ultimi minuti e si dovranno valutare anche le condizioni di Juan Jesus  che ha saltato la gara con il Lecce per  un affaticamento muscolare. Diverso il discorso per De Bruyne, Anguissa e Mc Tominay che dovranno completare quel rodaggio verso il cento per cento della condizione.

Per il Cagliari, l’assenza del difensore slovacco Adam Obert si farà sentire ma nel loro stadio si sentono al sicuro come ha detto il centrocampista Adopo sul portale BWIN: “ Pisacane parte da un’idea chiara: togliere tempo e spazio agli avversari. Il Cagliari non pressa in modo casuale, ma lo fa con una strategia precisa: indirizza la costruzione su un lato, chiude le linee di passaggio centrali e poi attacca forte il portatore.”