Calciomercato all’insegna di “vendesi”, poi si vedrà
Per la seconda volta in due anni la Juventus” rifinanzia se stessa” con un aumento di capitale di 400 milioni dopo i 300 del 2019, ed è uno dei pochi club che può presentarsi al mercato per comprare. L’azionista di maggioranza Exox, che detiene il 63,8%, “ha espresso il proprio sostegno all’operazione e si è impegnato a sottoscrivere la porzione di aumento di capitale di propria pertinenza”. La prossima stagione sarà ancora difficile per gli effetti e l’incertezza della pandemia ma il cda della Juventus “ha confermato gli obiettivi strategici di lungo periodo in tema di competitività sportiva e sostenibilità economico-finanziaria”, ipotizzando un ritorno alla normalità dalla stagione 2022/2023. Nel corso del primo semestre dell’esercizio 2021/2022, quindi “si renderà necessaria la revisione e l’estensione” del piano di sviluppo 2019/2024. Tutti i club sono in debito d’ossigeno, e non soltanto in Italia considerando che le due regine di Spagna sono state rifinanziate dal Governo.
In generale questa sessione è iniziata all’insegna di “vendesi” prima di poter comprare e ancor più il Napoli, da sempre un club che ha rispettato il fair play finanziario sbeffeggiato da tutti. Ma Aurelio De Laurentiis continua per la sua strada e quel golletto del 23 maggio ha mutato il destino di un progetto. Con Luciano Spalletti, De Laurentiis ha voluto ribadire che non ha intenzioni di ridimensionare, tuttavia la strada del successo la si deve costruire insieme. Taglio di stipendi? Nessuno incedibile? Tutti avvisati e tutti in grado di guardarsi intorno per capire se un ingaggio più alto in un club dove occorre il tempo per ambientarsi possa essere un vantaggio. La roulette per Albiol è stata molto benevola, per Callejon molto avara e tali considerazioni rientrano nelle diverse valutazioni che potranno fare i giocatori. Se Fabian Ruiz tornasse in Spagna, sarebbe comprensibile considerando l’età e l’ingaggio (1,500milione); per Mertens che ha messo le radici in città, potrebbe essere destabilizzante come per Lorenzo Insigne. A ciascuno il suo, ma con lungimiranza e intelligenza.
Il calcio è in crisi da profondo rosso e sarebbe bene che anche i giocatori facessero un passo in avanti pur di restare in un club sano.




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