Contropiede Azzurro

Calzona: “Napoli ce l’ho nel cuore”

A Radio Kiss Kiss Napoli è intervenuto il CT della Slovacchia Francesco Calzona che ha parlato delle  difficoltà per i playoff mondiali, dell’importanza dei giovani nel calcio italiano e del suo rapporto speciale con Napoli.

Così Kiss Kiss Napoli ha riassunto partendo dalla Slovacchia in emergenza per le sfide dei play-off mondiali:

 “Siamo in grandissima difficoltà. Siamo nove giocatori del gruppo storico. Cinque sicuramente mancheranno, quattro cercheremo di recuperarli. Però stanno giocando poco, vengono da infortuni importanti, per cui siamo veramente in grossa difficoltà”.

Un punto importante riguarda il ritorno di Stanislav Lobotka, reduce da un infortunio ma pronto a rientrare in campo. Calzona ha raccontato di essere in costante contatto con lo staff medico del Napoli per monitorare le condizioni del centrocampista, sottolineando come la collaborazione tra club e nazionale sia fondamentale per la gestione dei giocatori. Il CT ha anche espresso il suo sostegno all’Italia e a Gennaro Gattuso, augurando agli azzurri di tornare finalmente ai Mondiali dopo le recenti delusioni.

Giovani e futuro: la ricetta di Calzona per il calcio italiano

 “In Italia c’è tanta pressione e a volte noi allenatori abbiamo anche timore di mettere in campo ragazzi giovani, per cui secondo me questa riforma arriva al momento giusto. Io non ho mai avuto problemi perché anche all’Europeo ho portato un ragazzo che giocava nella primavera del Feyenoord e oltretutto ha anche esordito. Io se un ragazzo è giovane e bravo non ho nessun problema a farlo giocare”.

Il legame con Napoli e le difficoltà del calcio moderno

 “Napoli ce l’ho nel cuore, ho un ottimo rapporto con i tifosi del Napoli. Ogni volta che sono a Napoli mi fermano in tanti, per cui Napoli lo sento come casa mia. Io a Napoli ci tornerei anche domattina, senza il minimo dubbio. Nessuno si può permettere di dire no a Napoli”.

Analizzando poi la stagione complicata vissuta dal Napoli dopo lo scudetto, Calzona ha detto:

“Sicuramente, come i fatti dimostrano, già a giugno erano tutti fuori e quello ha inciso tantissimo, oltre a tutti i problemi che c’erano: calciatori con la società, gente che pensava solo ad arrivare a fine stagione, finire la stagione, veramente tantissimi problemi. Ma più che altro è che quei 5-6 acquisti fatti, nessuno è stato all’altezza di giocare in quella stagione e a fine anno sono stati tutti messi fuori da progetto. È rimasto solo Ngonge che alla fine è rimasto l’anno scorso ma praticamente non ha giocato, quest’anno è stato ceduto. Per cui partiamo da quello, da quello che era il problema principale, ma poi tutti i problemi che c’erano all’interno: c’era malumore generale, problemi con la società, Osimhen che non si allenava mai, Kvara che non era felice. Insomma, potrei elencare tantissimi problemi. Sicuramente non pensavo di ritrovarmi in una situazione così delicata, però è stata una bellissima esperienza