Cambierà la Fifa con Gianni Infantino presidente?

La Fifa, il governo del calcio mondiale, ha da oggi pomeriggio il suo nuovo presidente.
Sarà Gianni Infantino, noto a tutti gli appassionati per essere l’uomo dei sorteggi, che succederà a Sepp Blatter.
L’italo-svizzero, nelle dichiarazioni prima del voto ha iniziato il suo intervento utilizzando la lingua italiana, rivendicando quindi le sue origini e forse lo ha fatto anche per sanare e cancellare il rapporto non idilliaco, verso il nostro paese, che ha contraddistinto la gestione del suo predecessore.
Ora ci si aspetta che finalmente qualcosa cambi nel governo dello sport più ricco e più diffuso nel mondo, anche se non mancano voci contrarie che si soffermano soprattutto sui legami molto stretti dell’italo-svizzero con Platini e sulla sua lunga militanza in seno all’Uefa con incarichi di rilievo.
La voce più altisonante è quella di Maradona che ha avanzato da tempo dubbi sulla candidatura di un alto dirigente dell’epoca appena trascorsa che, a suo dire, sarà stato certamente al centro della gestione, non impeccabile, dell’Uefa negli ultimi dieci anni e sul cui nome Platini ha fatto convergere, particolare da non sottovalutare, il voto dei suoi sostenitori.

Il neo presidente della Fifa Gianni Infantino
Il neo presidente della Fifa Gianni Infantino

Le perplessità sono lecite ma per il bene del calcio si spera che Infantino possa fugarle sin dalle prime decisione che saprà prendere.
A tale proposito ci si augura che non emetta un provvedimento di grazia proprio in favore di Michel Platini, che potrebbe in questo modo restare sulla poltrona della presidenza dell’Uefa e che desista dall’allargamento della fase finale del mondiale a 40 squadre.
Il francese, infatti, va avvicendato se si vuole lanciare un preciso segnale di cambiamento e discontinuità con un recente passato fatto di vicende poco chiare, discutibili e certamente non ortodosse.
L’aumento, poi, delle nazionali alla fase finale creerebbe qualche problema in più alla nazione o alle nazioni organizzatrici, visto che nell’ultimo periodo è sempre più difficile trovare candidature autorevoli e affidabili, soprattutto per le difficoltà di tipo economico che l’organizzazione di un tale evento comporta.
Infantino ha battuto la concorrenza dello sceicco Salman Al Khalifa con 115 voti a 88 al secondo scrutinio, facendo prevalere la vecchia Europa ed il Sudamerica sui paesi emergenti che cercano da tempo di conquistare la poltrona più ambita nel mondo del calcio per importare la loro cultura, fatta di spreco, esagerazioni e pochi risultati come si verifica nei club europei la cui proprietà appartiene ad emiri, sceicchi etc.

Giovanni Gaudiano

Giovanni Gaudiano
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Giornalista

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