Contropiede Azzurro

Caso Lazio- processo in svogimento; nessuna richiesta di penalizzazione per i biancocelesti

Milano 28/07/2014 - presentazione calendari serie A stagione 2014-2015 / foto Daniele Buffa/Image Sport/Insidefoto nella foto: Claudio Lotito-Urbano Cairo

Il processo per il “Caso Lazio”– in videoconferenza davanti al Tribunale federale nazionale- è in pieno svolgimento: i giiudici del Tribunale Nazionale Federale si sono ritirati alle 14.39 in camera di consiglio, e la sentenza arriverà in giornata. Non è stato ammesso il Torino come parte ‘ad opponendum’, ovvero come parte interessata al fianco della procura federale per sanzionare la Lazio. La società granata si voleva costituire come parte interessata dopo che i biancocelesti avevano schierato Ciro Immobile nella gara contestata dello scorso 1 novembre; il giocatore- allora positivo al Covid- non era stato autorizzato dall’ASL Roma 1  a partire per la sfida coi granata.

A sorpresa rispetto alle indiscrezioni di stamattina (si pensava addirittura ad una pesante penalizzazione) nell’udienza davanti al Tribunale Federale, primo grado di giudizio, il procuratore Giuseppe Chinè al termine della sua arringa ha infatti chiesto che, a fronte delle sei violazioni commesse dal club nell’ambito del protocollo anti Covid, la Lazio venga punita con un’ammenda di 200 mila euro e pesanti inibizioni per i tre deferiti, colpendo in particolare il presidente Lotito. Non vi è stata quindi alcuna richiesta di punti di penalizzazione dalla Procura Figc nel processo contro la Lazio per il cosiddetto “caso tamponi”: le richieste sono di 13 mesi di squalifica per il presidente Claudio Lotito, 16 per i medici Ivo Pulcini Fabio Rodia e una multa per il club.

Se la richiesta dovesse essere confermata (o comunque restasse superiore ai dieci mesi) il presidente Lotito decadrebbe immediatamente dalla carica di consigliere federale e sarebbe incandidabile in futuro.