Cercasi una nazionale credibile

L’Italia di Conte non brilla. Alla vigilia delle scelte definitive, la squadra azzurra mostra le solite difficoltà soprattutto quanto si gioca in amichevole.

Nelle interviste prima e dopo la gara con la Scozia il tono è apparso dimesso, poco convinto forse da squadra che si nasconde nel tentativo di uscire dalle luci e puntare alla sorpresa.

Ci si augura che sia così, anche se la prestazione contro gli scozzesi non autorizza prospettive particolarmente incoraggianti.

D’altra parte gli uomini a disposizione di Conte sono più o meno questi.

Al di là di qualche importante infortunato a centrocampo (Verratti e Marchisio) che non sarà facile sostituire, il reparto che desta le maggiori preoccupazioni è l’attacco dove in questo momento il nostro calcio non esprime grandi giocatori.

Rileggendo i convocati per il mondiale tedesco del 2006, in quella squadra, che seppe laurearsi campione del mondo, c’erano: Toni, Gilardino, Del Piero, Inzaghi e Iaquinta. Lippi li fece giocare tutti e ognuno andò in rete almeno una volta. Oggi Conte dovrà scegliere tra: Pellè, Eder, Insigne, Zaza e Immobile.

Dei cinque tre non hanno giocato titolari nei propri club: Eder, Zaza ed Immobile e gli altri due Pellè e Insigne hanno rispettivamente realizzato in campionato 11 e 12 reti.

Ed è probabile che il ct decida di portare in Francia solo 4 di questi cinque uomini privilegiando la convocazione di un esterno in più.

Da più parti viene indicato come possibile taglio proprio Insigne, peraltro impiegato ieri sera in un ruolo sicuramente non adatto alle sue caratteristiche. Si vedrà.

Unica nota positiva si può dire sia stata la prestazione della difesa che però aveva di fronte l’attacco scozzese apparso del tutto inconsistente.

A Napoli, comunque, possiamo consolarci con le prestazioni di Higuain e di Hamsik che hanno realizzato con le rispettive nazionali due reti di pregevole fattura, confermando la grande stagione disputata in maglia azzurra.

Conte, proprio partendo da questa considerazione, dovrebbe portare nei 23 convocati quelli che hanno disputato una buona stagione, magari rinunciando anche a qualche uomo che ha partecipato alle qualificazioni.

La scelta non è facile ed è augurabile che il ct sia veramente concentrato e non stia già pensando all’impegno che dovrà affrontare con la sua nuova squadra di club.

Giovanni Gaudiano

Giovanni Gaudiano
Informazioni su Giovanni Gaudiano 751 Articoli
Giornalista

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