Mentre Lega e Prefettura discettano sull’etica del potere, le 5 squadre coinvolte tentano di preparare la partita che andranno a giocare alle ore 12 di domenica come stabilito nell’ultimo incontro ieri sera. La Roma, il Napoli, il Como, il Milan e la Juventus mettono sul tavolo da gioco 60/70 milioni che è il valore minimo per la partecipazione alla Champions League ma al giovedì sera ancora non conoscono la data, né l’arbitro che dirigerà.
Roma – Lazio, il derby della discordia che ha trascinato anche le altre quattro partite si giocherà alle 12 comunque tra mille e mille polemiche, magari con le curva a disertare e con Maurizio Sarri che senza veli, ha annunciato che se si giocasse di domenica non sarà presente e se fosse il presidente non farebbe presentare la squadra. La partita comunque, al di là di quel che rappresenta per i tifosi, non ha gran valore per la Lazio, mentre per la Roma significa scommessa Champions da vincere.
Pisa-Napoli sarà la partita dell’orgoglio per il Pisa che saluta la Serie A nel suo stadio, mentre per il Napoli è la partita da vincere per ribadire il secondo posto e per iniziare a programmare il futuro.
Genoa-Milan : se per De Rossi è la consacrazione quale allenatore predestinato, per il Milan è l’ultima chance per chiudere un campionato deludente con una promessa per il futuro.
Juventus-Fiorentina è il trionfo di Spalletti che ha lottato e creduto più dei suoi giocatori in questo aggancio quando tutto sembrava crollare. Per la Fiorentina una passeggiata senza tensioni dopo la salvezza acquisita.
Como-Parma, la partita meno stressante con un Como che a 65 punti può giocare ‘senza molte speranze’ pur sapendo che tutto può accadere nel calcio. Per il Parma il ribadire una conclusione di campionato di gran successo con un tecnico lucido, razionale, preparato che potrebbe guardare più in alto.