Chi, come noi, ha il cuore dipinto d’azzurro: quattro chiacchiere con…

PATRIZIO RISPO
Una serie di interviste con persone provenienti da realtà diverse che hanno un unico fattore in comune: la passione per la squadra di calcio di Parthenope. Scrittori, letterati, filosofi, poeti, matematici, attori, cantanti, ex calciatori, sportivi, ma – se capita – anche wags e, perché no, genitori, nonni, zii e parenti tutti, insomma, basta che respirino, ogni giorno e proattivamente, i colori azzurri.

Questa settimana partenza col botto, da Palazzo Palladini con furore. Chi meglio di Patrizio Rispo può rappresentare la malattia azzurra che corre e avanza senza freno alcuno? Infatti, la star di un Posto al Sole dal lontano 1996, instancabile ed infaticabile uomo di spettacolo, proprio come il portiere del più famoso palazzo televisivo di Posillipo è un grande e accanito tifoso del Napoli.
Si apre, dunque, con Rispo uno spazio tutto azzurro, con una serie di interviste semiserie, che ogni settimana ci porteranno a scoprire personaggi (più o meno) famosi e il loro rapporto personale con la nostra squadra del cuore.

Patrizio, innanzitutto grazie per la tua disponibilità. La prima domanda che ti pongo è questa: la travolgente passione calcistica che accompagna Raffaele Giordano da sempre nel cast della Soap Un Posto al Sole è della stessa intensità di quella di Patrizio Rispo? –  “Ormai dopo 24 anni di convivenza con Raffaele Giordano le due personalità ne hanno generata una nuova per evitarmi un sano bipolarismo. Raffaele da ex calciatore sicuramente vive il tifo in genere e quello per il Napoli in forma direi religioso ossessiva io ho sempre amato più fare gli sport che seguirli, ho giocato a pallone, sci, equitazione…ora corro con cavalli da trotto, automobilismo etc…oggi il risultato è un misto moderato delle due personalità”.

Curiosità: ci sono juventini nel cast di un Posto al Sole, come ve la cavate?  “Se ci sono si nascondono! Scherzo, perché la nostra è una famiglia con persone che provengono da tutta Italia e condiviamo alla grande anche lo sport…ma ci giochiamo sulle rivalità!”

Il Napoli di Maradona tu lo hai vissuto. Hai di recente visto il film di Asif Kapadia, cosa ne pensi? “Maradona? Un GENIO. E si, ho visto il film e l’ho fatto vedere anche ai miei figli adolescenti, non solo per far conoscere il GRANDE (Diego n.d.r.) ma perché da questo film ne esce fuori una vera e propria lezione di vita. Si viene a conoscenza del peggio e del meglio di Napoli e – soprattutto – si comprende quanto la cultura e l’educazione possano rappresentare armi fondamentali per tenere a bada i peggiori istinti”.

Mi racconti un aneddoto, una curiosità legata al tuo amore per il Napoli? – “Il giorno che il Napoli vinse il primo scudetto ero in Germania, a Wolfsburg, la città dove si costruisce la Wolkswagen e che ospita miglia di italiani, molti del Sud ,e noi eravamo in scena con La Filumena Marturano di de Filippo… hai idea le due cose insieme che riscatto è stato per i nostri meridionali??? Lo spettacolo durò 5 ore tra grida di gioia ed applausi e ci festeggiarono fino all’alba”.

Un’ultima domanda. Sei stato Sarrista?“ Si, inizialmente Maurizio Sarri mi è piaciuto molto. Poi, un po’ per l’eccessivo rigore un po’ per la mancanza di rosa aveva, secondo me, esaurito il ciclo. Cosa che inizialmente mi spaventava anche di Mister Ancelotti. Ma – va riconosciuto – sono veramente due grandi allenatori”.

Simona D’Orso

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