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Chiellini-Marotta, facciamo finta d’essere nemici

“Non è calcio”, tuona Chiellini ed è caos nel tunnel che porta agli spogliatoi. L’arbitro La Penna teme per l’incolumità della propria famiglia dopo le minacce ( ti ammazzo, so dove abiti ecc): un quadro desolante da terzo mondo. Eppure la Juventus ha subito un torto che potrebbe aver contribuito a perdere una partita.

Se poi si vuol fare la conta dei torti arbitrali difficilmente si arriverebbe alla parità contando soltanto l’ultimo torto subito dal Napoli in quel di Torino con il record di due rigori contemporanei in uno, negati. Ma tant’è si strillazza per un torto; si da di matto per un torto; che può equivalere forse alla sconfitta di una partita. E chi come il Napoli è stato scippato di uno scudetto?

Ma non è con i ricordi dei torti o dei favori che si costruisce un percorso che dovrebbe portare famiglie a riempire gli stadi. Lo striscione apparso domenica sera in Curba B è pura linfa di un’atmosfera che cerca di scacciare i cattivi pensieri e i tifosotti occasionali sempre pronti a sputare veleno.

L’indegno spettacolo cui tutti hanno dovuto assistere a San Siro, dovrebbe quanto meno far riflettere quanto le ingiustizie possano alimentare sospetti, accuse e soprattutto violenza.

Per il napoletano è sempre difficile liberarsi dalla sua oleografia; così la Juventus dovrebbe liberarsi da quel Juve m…. che campeggia ovunque; e l’Inter dovrebbe lottare contro questa Marotta League. Ma è quello che vogliono? O  è l’inizio di nuove ostilità? O piuttosto un piccolo screzio di facciata mentre entrambe le parti sono poteri forti nel Palazzo come confermano le immagini che li ritrae vicini durante l’assemblea di Lega?

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