Christian Maggio, un vicentino campano

Christian Maggio

L’essere napoletano, o quantomeno il sentirsi tale, non è una patente che viene data semplicemente in base al luogo di nascita. Esistono persone nate all’ombra del Vesuvio che Napoli la criticano, e uomini, invece, arrivati in Campania da fuori, quasi per caso, che sulle sponde della città partenopea scoprono un mondo nuovo, sconosciuto, soprendente, dal quale restano affascinati al punto da non volerlo più abbandonare.

E’ questo il caso di Christian Maggio, per dieci anni uno dei pilastri del Napoli di De Laurentiis, protagonista della cavalcata azzurra dal post-promozione in Serie A fino alla Champions ed allo Scudetto sfiorato, passando per le Coppe nazionali alzate al cielo da Paolo Cannavaro e Marek Hamsik. L’esterno vicentino, che proprio nel club della sua città natale esordì nel calcio che conta ad inizio millennio, arriva sulle rive del Golfo nell’estate del 2008, al termine di un testa a testa di mercato tra gli azzurri ed il Milan per aggiudicarsi il suo cartellino dalla Sampdoria del presidente Garrone. In quel momento della sua vita, la città più a “sud” in cui il terzino ha giocato è Firenze, nell’anno del ritorno in massima serie della Viola, e questo può bastare ad immaginare le difficoltà di Christian nell’accostarsi e nell’ambientarsi ad una realtà così tanto diversa da quelle in cui si era trovato a vivere fino ad allora.

Non è facile entrare nella mentalità e nel modus vivendi di un popolo così caloroso, passionale, ma per alcuni versi anche eccessivo come quello napoletano per un ragazzo veneto cresciuto nella tranquillità del Nord, eppure il rapporto tra Maggio e la tifoseria azzurra ci mette poco a decollare. Seconda giornata del primo campionato partenopeo di Christian, a pochi minuti dal termine della sfida al San Paolo tra Napoli e Fiorentina la squadra di casa, che nel primo tempo era finita in svantaggio, ultima la rimonta avviata da Hamsik con una rete proprio dell’ex doriano, che istintivamente corre sotto la curva e mima un inchino verso i suoi nuovi sostenitori, ringraziandoli di non aver mai fatto mancare il proprio incitamento ai giocatori in quei novanta agonici minuti.

E’ un gesto, quello dell’inchino, che il laterale ripeterà più e più volte nel corso degli anni seguenti, quando, soprattutto sotto la guida tecnica di Walter Mazzarri nel 3-5-2 del mister livornese, diventerà grazie alle sue impressionanti doti fisiche ed atletiche il milgior esterno destro del campionato, praticamente un quattrocentista in scarpette da calcio, arrivando anche a disputare una Coppa del Mondo ed un Europeo con la maglia della Nazionale. Christian, diventando giorno dopo giorno sempre più un figlio di Napoli ed un meridionale non per sangue ma per scelta, sposerà a pieno la causa azzurra e giurerà amore eterno alla maglia da lui indossata per 308 volte, sempre col numero 11 sulla schiena, rimanendo uno dei leader silenziosi dello spogliatoio di Castel Volturno anche quando, prima con Benitez e poi con Sarri, il passaggio alla difesa a quattro ne ridurrà inevitabilmente il minutaggio da titolare.

Il mese scorso, poi, dopo dieci stagioni di onorata militanza partenopea segnata da un amore crescente non solo per la squadra ma anche per la città e per la cultura napoletana, testimoniata anche da numerose dichiarazioni d’affetto verso Napoli prima ancora che il Napoli sui profili social del calciatore, Christian ha dato il suo addio alla maglia azzurra, ed si è trovato così a dover valutare nuove possibili destinazioni dove concludere la sua brillante carriera. Fino a pochi giorni fa, anzi a poche ore, sembrava che la meta del terzino dovesse essere Verona, approdo quasi naturale per un veneto come lui, a pochi passi da casa e dai luoghi dell’infanzia. Ieri, però, la svolta a sorpresa, a riprova ancora una volta del legame strettissimo instaurato nel corso dell’ultimo decennio tra l’esterno e la terra che l’ha ospitato fino a divenire una seconda casa; Maggio sceglie il Benevento, sposando l’ambizioso progetto del presidente Vigorito di riportare immediatamente le Streghe nel massimo campionato, e restando, così, nella terra che lo ha adottato, considerandolo a pieno titolo ormai un proprio figlio.

Bruno Marchionibus

Bruno Marchionibus
Informazioni su Bruno Marchionibus 972 Articoli
Giornalista

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*