Clovis Fernandes: i baffi, il cappello e la Coppa che guidano il Brasile dal cielo

La bellezza dei Mondiali di calcio, da sempre, è data non solo dai gesti tecnici e dalle imprese dei campioni che calcano i campi da gioco, ma anche dalla passione e dal calore che i tifosi dalle tribune trasmettono nell’accompagnare i propri eroi nazionali in trionfi e cadute.

Ci sono, tra di essi, alcuni che grazie alla loro genuinità e ai loro tratti caratterizzanti sono riusciti ad entrare nell’immaginario collettivo di tutti gli appassionati di football del mondo, che li hanno osservati ed ammirati lasciarsi andare senza alcun freno inibitorio ad ogni gol della propria squadra del cuore, invidiandone, molto probabilmente, quella sana capacità di ritornare bambini innanzi ad un pallone che rotola su un prato: tra questi c’è sicuramente, ed a pieno titolo, il brasiliano Clovis Fernandes.

Baffoni da Sergente Garcia, cappello a metà tra Zorro ed un cowboy, maglia verdeoro addosso e una riproduzione della Coppa del Mondo sempre al sicuro tra le sue braccia, Clovis ha seguito la nazionale brasiliana in tutte le edizioni dei Campionati Mondiali da Italia ’90 in avanti, accompagnando le gesta dei suoi idoli con l’amore e la passionalità che solo un vero tifoso di calcio sa avere, e diventando rappresentativo del Brazil al pari di Pelè, Romario o Ronaldo.

L’uomo, originario della regione del Rio Grande do Sul, ha mostrato al mondo intero la sua felicità ed i suoi sorrisi a Pasadena nel ’94 ed a Yokohama nel 2002, le sue lacrime nel ’90, quando i brasiliani uscirono agli ottavi di finale contro i rivali di sempre argentini in un incontro che a distanza di decenni ha fatto molto parlare di sè, e nel ’98, quando invece a condizionare e non poco la sconfitta in finale contro la Francia in finale fu il mai del tutto chiarito malore accusato dal Fenomeno a poche ore dal match, sostenendo con orgoglio i propri colori anche in edizioni meno brillanti per la maglia verdeoro, come quelle del 2006 e del 2010, col Brasile fuori di scena abbastanza anonimamente ai quarti di finale.

L’ultima inquadratura di Fernandes, poi, è stata probabilmente quella più struggente e densa di emozioni; Clovis, in lacrime, distrutto, che stringe a sè la fedele riproduzione del trofeo iridato come fosse un neonato al termine della traumatica semifinale del 2014, il Mineirazo, dove l’intero popolo brasiliano si vide umiliato dal roboante 7 a 1 della Germania. Forse sapeva, il tifoso numero uno della Selecao, che non avrebbe fatto in tempo ad assistere ad un altro Mondiale, per guardare un’altra volta il Brasile sedersi sul tetto del mondo. Clovis Fernandes ha iniziato a seguire le partite della nazionale verdeoro dal cielo il 16 settembre 2015, al termine di un match, ben più difficile e lungo, contro un brutto male durato quasi 10 anni.

In Russia, però, la leggenda e lo spirito di Clovis continuano ad essere presenti ed a seguire ed incitare Thiago Silva e compagni grazie ad i suoi due figli, Frank e Gostavo, i quali, sempre accompagnati dalla riproduzione della Coppa, eredità di famiglia, e con gli stessi baffi d’ordinanza che avevano reso famoso il padre, stanno accompagnando la rincorsa della selezione brasiliana verso il sesto titolo mondiale della sua storia. Clovis Fernandes, con baffoni e cappello, da lassù starà senza dubbio sorridendo.

Bruno Marchionibus

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Giornalista

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