Come se ne esce?

Dieci anni per costruire l’immagine Napoli come squadra competitiva e solida; per far dire “sì” a tanti campioni o aspiranti tali. Dall’ottobre 2009, con Walter Mazzarri in panchina, il Napoli ha rappresentato la squadra da battere e da invidiare : società sana, gruppo unito in un crescendo di ambizioni legittimate dal gioco e dai risultati. Mazzarri, Benitez, Sarri: da Hamsik ad Hamsik quando ha lasciato la fascia da capitano per un’assenza che ancora si sente. Il testimone è stato ceduto ad un grande allenatore, re di Coppe, un signore del calcio che oggi deve risolvere una bufera che fa il gioco soltanto delle antagoniste. Basta ricercare “colpe”: le bordate di fischi oggi al San Paolo, pure da 500/600 tifosi, ha ben fatto intendere come è stato giudicato l’atto di ribellione. De Laurentiis è il datore di lavoro che può decidere un ingaggio milionario o meno, ma è pur sempre un tramite, perché il vero patron del Napoli è il tifoso.

E se colpe vanno cercate come memoria storica, si ritroveranno anche colpe dei tifosi sempre divisi che non hanno accolto l’invito ad essere accanto alla squadra.

Ora è determinante capire come se ne esce: il gesto di Mertens, oggi al San Paolo, in segno di scuse verso i distinti, è un primo atto che ha suscitato applausi. La strada può essere solo questa: tutti un passo indietro perché tutti hanno molto da perdere in termini economici e di faccia. Tre obiettivi sono raggiungibili a patto che 1) dai giocatori giunga ai tifosi il messaggio di scuse; 2) che Ancelotti si mostri sereno; 3) che sabato scendano in campo concentrati come una finale Champions; 4) che una delegazione di azzurri chieda di parlare con Ancelotti e De Laurentiis in una stanza blindata e insonorizzata; 5) che si eviti il ricorso a procedimenti legali dannosi per tutti 6) che domani, in ritiro, facciano  la migliore partita per la maglia.

Il calcio è una stranissima industria dove si produce passione, e i legali uccidono ogni passione: i giocatori hanno sbagliato ma – talvolta – e non solo nel calcio del passato, possono volare anche tiepidi salutari uppercut piuttosto che carte bollate. Una gran rissa, qualche giudizio che giunge dal vertice, senza essere vertice, una questione di principio ed ecco il patatrac.
Le antagoniste gongolano, ma se ne può uscire perché l’immagine Napoli non venga sporcata.

Diana Miraglia

Diana Miraglia
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Giornalista

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