Comune vs Calcio Napoli: una querelle infinita ed ingiustificata

Perché farsi del male? Perché mostrare il lato peggiore delle istituzioni, della società, degli appassionati?

Quella a cui si assiste oramai quotidianamente è una diatriba che non farà bene a nessuno se dovesse continuare e soprattutto se entreranno in ballo interessi economici, ripicche, querele etc.

E’ necessario che i toni vengano smorzati da parte di tutti i partecipanti alla querelle.

Non è il caso di palesare da che parte si sta, in qualunque caso perderebbe la città e il Napoli che abilmente, per fortuna, Ancelotti sta tenendo fuori evitando di intervenire sull’argomento.

Chi può comporre a questo punto la situazione?

Potrebbe farlo il presidente della Regione ma Vincenzo De Luca è di Salerno e poi non sembra particolarmente affascinato dal mondo del calcio.

Forse potrebbe farlo un grande esperto come Corrado Ferlaino, un presidente noto per la sua diplomazia e per la sua capacità di evitare dure ed inutili contrapposizioni.

Di sicuro potrebbe farlo l’informazione, contribuendo grazie anche all’intervento dei napoletani più noti al grande pubblico a rasserenare gli animi, magari evitando di dare voce a chi lo sta facendo in modo scomposto. Ad interpretare questo ruolo potrebbe essere proprio “Il Mattino”, il quotidiano di riferimento della città, che organizzando un incontro tra le parti (una tavola rotonda) si farebbe portatore di una ritrovata serenità.

La questione stadio San Paolo non è nuova ed è seria.

La società avrebbe voluto gestirlo ma il Comune ha dei vincoli che non gli permettono di cederlo. Ci sarebbe però la strada di mezzo, quella che porta pian piano a quella maestra ma i contendenti sembrano occupati in una faida distruttiva che non riesce a vedere neanche un sentiero.

Ci sono ragioni probabilmente da entrambe le parti, come ci sono torti da entrambe le parti.

La moderazione, la ragionevolezza, la giusta dialettica dove il rispetto per le opinioni degli altri, e non gli insulti, è un valore può prevalere.

Un passo indietro da parte di tutti aiuterebbe. D’altronde pensare di vivere un’intera stagione in queste condizioni sarebbe assurdo.

Il San Paolo appartiene alla città, al tifo calcistico di tutta Napoli. E’ un simbolo diventato decadente ma resta la casa del Napoli.

Ci si sieda attorno ad un tavolo e si decidano una buona volta gli interventi da fare, la tempistica, la posizione del Comune, quella della società, anche il canone da pagare, perché la città e la sua squadra ne hanno bisogno.

Giovanni Gaudiano

Giovanni Gaudiano
Informazioni su Giovanni Gaudiano 751 Articoli
Giornalista

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