Contro la Juventus nessun rischio di cali di tensione
Ivan Zazzaroni, nel suo editoriale, scrive: “Al di là delle assenze, si ha la netta impressione che la Juve conviva con la consapevolezza di chi sa di non averne più”. Così il Napoli dovrebbe essere la squadra “risorta” con 4 vittorie consecutive che potrebbe sfruttare tale consapevolezza. Tra l’altro, la squadra azzurra ha raccolto nelle ultime 10 partite ben 22 punti, tanti quanti l’Atalanta, rispetto ai 20 della Juventus. Tuttavia il Napoli resta una squadra inaffidabile bravissima a complicarsi la vita anche quando le sorride: anzi, più le sorride e più c’è da temere.
La vittoria contro il Crotone ha dell’incredibile e il gol di Di Lorenzo è stato salutato come una vera liberazione. Contro il Verona, dopo 8 secondi, il gol di Lozano avrebbe dovuto consentire al Napoli una gestione comoda; contro il Sassuolo, l’ultimo minuto un atto di follia ha cancellato una vittoria e contro il Crotone sul 3-3 si è temuto il peggio. Gattuso, quando spiegava ai microfoni Sky l’andamento della partita, parlava di errori individuali anche se era più che evidente che la linea difensiva soffriva della mancanza di equilibrio della squadra.
Contro il Crotone invece Insigne & company sono stati costretti a rincorrere la vittoria dissipata da due giocatori che troppo spesso scendono in campo con scarsa concentrazione. Gattuso tanto attento al “muso” di Insigne o all’inedia di Mario Rui, sembra aver digerito tutto l’anno l’indisponenza di Maksimovic e di Manolas, che, in caso di match a 5 stelle, riescono anche a fare prestazioni apprezzabili.
Contro la Juventus, quanto meno, non ci saranno cali di tensione o attenzione perché la partita ha una valenza che il 4 ottobre nessuno avrebbe pensato. Anche nel passato la Juventus ha avuto talvolta partenze con il diesel, (2015/16), poi ha carburato, talvolta con episodi controversi, ed è riemersa dalle nebbie. Quest’anno la Juve si presenta in ritardo di 12 punti rispetto all’Inter, con una squadra senza personalità e scarsa padronanza della gestione del risultato.
Dovrà essere Insigne il vero trascinatore degli azzurri ai quali è porto su un piatto d’argento un’occasione unica per trasformare un campionato mediocre in un altro che riapra alla Champions.




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