Cuore Italia, vola ai quarti dopo 120′ di battaglia
Una partita facile solo sulla carta, complicata da un’Italia apparsa nervosa al primo vero appuntamento importante. Un’Austria coraggiosa e coriacea ha messo a nudo i limiti degli azzurri, in particolare la scarsa concretezza in attacco. Ha steccato il tridente titolare, con Berardi ed Immobile apparsi in grande difficoltà. Ma è stata anche la vittoria del gruppo, vinta da due subentrati risultati subito decisivi.
Che la partita sarà frizzantina lo si deduce dai primi minuti. L’Austria non aspetta l’Italia, ma è compatta e pressa alto. Il tasso tecnico degli austriaci è elevato, ma l’Italia prende man mano il pallino del gioco. Gli azzurri collezionano alcune chances, ed Immobile prende un palo con un tiro dalla lunga distanza. Sarà l’unico lampo per Ciro, che uscirà nella ripresa. Appaiono in forma Jorginho e Verratti a centrocampo ed i due terzini, Spinazzola e Di Lorenzo. Ma l’Austria difende con ordine e nella ripresa capisce di potersela giocare. Con il baricentro più alto l’Italia va in difficoltà. Un goal annullato ad Arnautovic per fuorigioco è il preludio ad un maggiore dominio austriaco, che non si concretizza in grandi occasioni, ma che lascia l’Italia confusa ed in apnea.
Nei supplementari emerge il tasso tecnico dei cambi, che apportano lo sprint di cui l’Italia ha bisogno. Chiesa, subentrato (forse troppo tardi) ad uno spento Berardi, trova il goal dopo pochi minuti con un bel sinistro. Un altro subentrato, Pessina, firma il bis su assist di Acerbi. Non basta il goal su angolo di Kalajdžić, l’Austria non ne ha più: finisce 2-1.
L’Italia si è scoperta improvvisamente fragile. Contro un avversario sì ben disposto in campo ma non tecnicamente superiore, nella ripresa gli azzurri hanno mostrato un inedito lato emotivo, inceppando il meccanismo costruito da Mancini. Se escludiamo il goal annullato, il primo vero tiro dell’Austria è arrivato al 105′, con una paratona a mano aperta di Donnarumma: eppure il secondo tempo degli azzurri è stato insufficiente e sono stati per lunghi tratti in balia degli avversari. Insigne, al netto di qualche lampo, è stato spesso ingabbiato dai difensori avversari; Immobile troppo spesso ha sbagliato la giocata, mentre Berardi si è visto pochissimo. Mancini può sorridere per la prova difensiva e per i giocatori subentrati. La linea difensiva ha sbagliato pochissimo, e Spinazzola e Di Lorenzo sono stati tra i migliori in campo. Chiesa e Pessina hanno dimostrato di poter essere un fattore importante a partita in corso; anche Locatelli è entrato con il giusto spirito.
Alla fine contava la vittoria, e forse una vittoria sofferta può dare una carica in più in vista dei quarti. Di certo, contro Portogallo o Belgio gli azzurri non potranno permettersi questo tipo di black-out.




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