Contropiede Azzurro

Cuori azzurri cercasi

Saranno appena 300 i cuori azzurri che cercheranno di far sentire la voce del Napoli all’Artemio Franchi. Finalmente una buona notizia in questo inizio di campionato divenuto troppo borghesuccio per gioire della vittoria sul Bologna.

Il Napoli è ormai un grande club che ha dimenticato le battaglie sui campi di Serie C quando in 50mila sugli spalti avrebbero versato di tasca propria bei soldoni per giocare contro l’Arsenal o il Manchester. Quando si diventa “grande club” si sputa nel piatto in cui si mangia. Ieri Antonio Conte? Oggi Allegri? Poca roba, perché al Nord va tanto di moda l’espressione “tanta roba” che ricordando Giovanni Verga sarebbe “robba”.

Poco gioco, corto muso e tutti bravi a creare brevi video che si chiamano tik tok o reel, per deridere, schernire, umiliare giocatori in difficoltà. Sotto tiro Lorenzo Lucca che non brilla certo per classe o dribbling ma che difficilmente potrà esprimere mai quel che realmente è, in un clima ormai tossico. Bravi tutti a creare vignette sarcastiche che possono solo distruggere perché non tutti hanno la forza di rialzarsi e dimostrare d’essere campioni com’è stato per Juan Jesus. Tutti ricorderanno i tantissimi messaggi pesanti, commenti e offese vergognose all’indirizzo del calciatore per un errore in una partita con il Cagliari e non solo. Poi con Conte divenne l’immortale, la spalla su cui contare.

Né diverso è l’atteggiamento dei borghesi del tifo, nei confronti di Massimiliano Allegri che tanto tempo fa prendeva in giro Sarri per il suo bel gioco. Max Allegri antipatico -tout court- è arrivato dopo Antonio Conte, antipatico – tout court – che ha conquistato uno scudetto, una Supercoppa, un secondo posto che Milan e Juventus avrebbero barattato per qualunque cosa. Anche Ottavio Bianchi era antipatico, né Alberto Bigon riscuoteva simpatie.

Ora è tempo di fare il mestiere di tifosi seri e soprattutto riflessivi analizzando il campionato italiano. Tutte, o quasi, le squadre hanno proprietà d’oltralpe basate su “finanza creativa” con debiti e mercati incomprensibili, mentre il Napoli regge e sale l’asticella senza chiedere arbitri simpatici e graditi.

Di scippi dovremmo esser maestri: ma a subirli. Di ingiustizie ne subiamo, ma in silenzio lasciamo correre per non essere additati.

Torni l’azzurro sul cielo del Maradona e che si trasporti anche in trasferta; tremi lo stadio come un tempo quando un gol fa zompare dalla sedia; giunga a 10 chilometri l’urlo Champions che risuonerà il 20 ottobre e oltre.

Il Napoli non è di Max Allegri, né di Di Lorenzo, né di Cavani, né di Lorenzo Lucca. Il Napoli è dei napoletani abbracciati a Diego.