CURIOSITÀ SULLA VENTIQUATTRESIMA GIORNATA

Numericamente parlando: le curiosità sulla 24a giornata di Serie A Tim 2014-2015.

Articolo tratto dall’Annuario USSI.

Nella ventiquattresima giornata del campionato di Serie A Tim 2014/2015 sono state disputate solo nove delle dieci gare in calendario, a causa delle traversie economiche che sta vivendo il Parma e  di cui parleremo in maniera più approfondita in un altro paragrafo. Sono state 22 le reti segnate (Empoli-Chievo, Juventus-Atalanta, Lazio-Palermo e Cagliari-Inter le partite più “prolifiche”, con tre centri nell’arco di novanta minuti), compreso un autogoal a firma del portiere dell’Inter Juan Pablo Carrizo, sfortunato nel deviare il pallone con la schiena all’interno della propria porta in seguito a un rimbalzo di quest’ultimo sul palo. Un anno fa, invece, furono realizzate due autoreti da parte di Yohan Benalouane (Atalanta) e José Martín Cáceres (Juventus). Per la cronaca, resta ancora piuttosto marcata la differenza reti generale rispetto allo scorso torneo, quando il computo complessivo delle marcature messe a referto dopo duecentoquaranta incontri raggiunse quota 661, mentre oggi si attesta a 633 (-28, ma con un match ancora da giocare): un risultato frutto anche di cinquanta rigori e ventuno autogoal.

SANZIONI IN NUMERI
Nel ventiquattresimo turno di Serie A sono stati estratti 49 cartellini, di cui 47 gialli e 2 rossi, comminati a Édgar Barreto (Palermo) e Dries Mertens (Napoli); il belga ha rimediato l’espulsione più rapida della stagione per un giocatore subentrato a gara in corso, facendo ritorno negli spogliatoi dopo 5’33” dal suo ingresso sul terreno di gioco. Da segnalare anche un allontanamento ai danni dell’allenatore dell’Atalanta, Stefano Colantuono, reo di aver protestato eccessivamente al 30’ della seconda frazione del match contro la Juventus. Proprio Juventus-Atalanta si è guadagnata il titolo di partita più “maschia”, con otto cartellini complessivi: cinque gialli per i bianconeri e tre di pertinenza orobica nella sfida disputata allo “Juventus Stadium” di Torino. Ritornando a un ambito prettamente statistico, occorre sottolineare come il numero delle sanzioni arbitrali sia al di sotto della media stagionale (50,3 cartellini nelle prime ventitré giornate), e, per la settima volta nel 2015, in lieve aumento se si considera il computo totale degli ammoniti e degli espulsi rispetto allo scorso campionato: allora i cartellini furono 1181, mentre oggi si attestano a quota 1206.

L’ECCEZIONE DEI NOVE FISCHIETTI
Il ventiquattresimo turno di Serie A ha visto scendere sui perimetri di gara del massimo campionato soltanto nove “giacchette nere”, per effetto del mancato svolgimento di Parma-Udinese. Da un punto di vista prettamente geografico, le tre macroregioni dello Stivale sono state così rappresentate: quattro i direttori di gara del Nord (Mantova, Bassano del Grappa, Bergamo e Imperia), tre quelli originari del Centro (Pistoia, Terni e Firenze) e due provenienti dal Sud (Brindisi e Torre Annunziata).

UNDICI METRI
Nella ventiquattresima giornata di campionato sono stati accordati due calci di rigore. Il bilancio è soddisfacente solo a metà (percentuale realizzativa del 50%), per via della trasformazione da parte di Giampaolo Pazzini (Milan) e dell’errore commesso da Khouma el Babacar (Fiorentina), che si è visto respingere la conclusione dall’estremo difensore del Torino Daniele Padelli, al suo terzo rigore parato in carriera su diciassette tentativi. Curiosità: il Milan è la squadra che ha beneficiato del maggior numero di tiri dal dischetto in questa Serie A (7). In questo torneo, inoltre, sono state convertite in goal cinquanta massime punizioni su settantadue (69,4%). Un anno fa furono concessi tre penalty: realizzazioni impeccabili da parte di Paulinho (Livorno, ora Al-Arabi), Luis Fernando Muriel (Udinese, ora Sampdoria) e Luca Toni (Hellas Verona).

GOAL DELL’EX
Come verificatosi in occasione dell’undicesimo, del sedicesimo, del diciannovesimo e del ventiduesimo turno, per la quinta volta in stagione non sono stati realizzati goal dell’ex. Tuttavia, l’autorete del portiere dell’Inter Juan Pablo Carrizo nel match contro il Cagliari è stata propiziata da una conclusione di Samuele Longo, che ha scheggiato il palo ed è rimbalzata sulla schiena dell’incolpevole giocatore nerazzurro. L’attaccante dei sardi può essere considerato a tutti gli effetti un ex della compagine meneghina: nel luglio 2009, dopo il fallimento del Treviso, passò al club lombardo insieme al compagno Mame Thiam. Nella stagione 2010/2011 effettuò la preparazione estiva in prima squadra, sotto lo sguardo vigile di José Mourinho. A causa del suo scarso impiego nella formazione Primavera, nel gennaio 2011 si accasò in prestito al Genoa. Rientrò definitivamente ad Appiano Gentile nel luglio 2011 e si aggregò alla Primavera, con cui mise a referto 8 marcature in 21 apparizioni, a cui vanno sommati i 2 sigilli realizzati al Torneo di Viareggio e i 4 nelle “NextGen Series”, con una segnatura in finale contro l’Ajax. Esordì in Serie A al 74’ della partita persa contro la Lazio per 3-1 nell’ultima giornata della stagione 2011-2012. Il 22 giugno di quell’anno, Inter e Genoa si accordarono per il riscatto dell’intero cartellino da parte della società nerazzurra. Debuttò nelle coppe europee l’8 agosto 2012, subentrando a Philippe Coutinho nella gara di ritorno del preliminare di Europa League, persa 2-0 a Milano contro l’Hajduk Spalato. Poi, il 28 agosto, Longo si trasferì in prestito ai catalani dell’Espanyol, per poi cambiare tre squadre in appena dodici mesi (Hellas Verona, Rayo Vallecano e Cagliari).

JUVE, LO “STADIUM” DEGLI INVINCIBILI
Con la vittoria per 2-1 ai danni dell’Atalanta, la Juventus ha prolungato l’imbattibilità nel proprio impianto: lo “Stadium”, infatti, è inviolato da quarantasette match, che diventano quaranta se si considerano solo le gare di Serie A. I bianconeri hanno subìto l’ultima sconfitta a Torino il 10 aprile 2013 (0-2 per mano del Bayern Monaco nel ritorno dei quarti di finale di Champions League) e vanno a bersaglio fra le mura amiche da 43 partite consecutive in A: sono in tutto 102 le reti messe a referto dagli zebrati in questo parziale. Inoltre, la “Vecchia Signora” è imbattuta da quindici giornate (dieci vittorie e cinque pareggi, attualmente la striscia più lunga di questo torneo) e guida la graduatoria del campionato ininterrottamente da 459 giorni: il sorpasso sulla Roma si celebrò il 25 novembre 2013, quando gli zebrati sconfissero il Livorno e superarono i capitolini, stoppati dal Cagliari. Infine, i sabaudi non hanno rimediato ko nelle 17 partite casalinghe disputate in stagione (14 vittorie fra campionato, Champions League e Coppa Italia, con appena 2 pareggi in A e 1 in Europa) e sono imbattuti nelle 11 gare ufficiali del 2015: 8 successi e 3 segni “X”.

UNA JUVE DI CECCHINI
La Juventus è la squadra dei cinque maggiori campionati europei ad aver siglato più reti da fuori area: in stagione, la “Vecchia Signora” ne ha realizzate 14 (4 Pogba, 3 Vidal, 2 Pirlo, 2 Tévez, 1 Bonucci, 1 Lichtsteiner e 1 Marchisio). In Italia, i bianconeri sono seguiti da Fiorentina (9) e dal tandem composto da Inter e Palermo (7).

LA ROMA SEGNA, MA NON VINCE
L’1-1 ottenuto domenica pomeriggio al “Bentegodi” di Verona contro l’Hellas rappresenta il sesto pareggio nelle ultime sette partite per la Roma, il terzo di fila in sette giorni (considerando anche l’Europa League). I giallorossi (imbattuti da tredici gare consecutive, con uno score di 6 vittorie e 7 segni “X”) sono sempre andati a bersaglio negli ultimi sedici confronti in A con gli scaligeri, ma in questa stagione hanno subìto goal per quattro trasferte di seguito (non accadeva dal gennaio 2014). L’Hellas Verona, dal canto suo, conferma la propria attitudine a recuperare punti da situazioni di svantaggio (già 11 sin qui) e per la sesta volta di fila ha trovato la via del goal contro i capitolini.

PRIME VOLTE STAGIONALI IN SERIE A
Il ventiquattresimo turno di Serie A vede sbloccarsi alcuni giocatori che non avevano ancora trovato la via del goal. Essi sono: Giuseppe Vives (Torino), Giulio Migliaccio (Atalanta), Giampaolo Pazzini (Milan) e Boško Janković (Hellas Verona).

LEADER DEL POSSESSO
I giocatori della Roma hanno fatto registrare il 76,7% di possesso palla nel match contro l’Hellas Verona, stabilendo il nuovo record stagionale della Serie A. Curioso che anche gli “eurorivali” del Feyenoord abbiano emulato i giallorossi, fissando il nuovo primato dell’Eredivisie a quota 77,9%.

LA STORIA SI RIPETE
La ventiquattresima giornata di Serie A si conferma il terreno di caccia ideale per Stefano Mauri (Lazio) e Fernando Llorente (Juventus), capaci di andare a segno esattamente dodici mesi più tardi. Curiosa analogia: anche un anno fa Napoli e Sassuolo si sfidarono dopo ventitré incontri di campionato, ma a campi invertiti (al “Mapei Stadium” di Reggio Emilia finì 0-2 per i partenopei, stesso punteggio maturato lunedì sera al “San Paolo”). Inoltre, Francesco Totti (Roma) e Mauro Icardi (Inter) timbrarono il cartellino rispettivamente nelle trasferte di Verona (rigore del 3-1 ai danni dell’Hellas) e di Cagliari (1-1 il punteggio finale) della passata stagione.

DOPPIA SOSTITUZIONE NEL PRIMO TEMPO: LA SFORTUNA DEL SASSUOLO
Eusebio Di Francesco (allenatore Sassuolo) si è trovato costretto ad operare un doppio cambio nel primo tempo della sfida del “San Paolo” contro il Napoli. In quest’edizione della Serie A, soltanto alla Roma era toccato un destino simile (nella gara contro l’Empoli).

ESULTANZE DOLOROSE
Antonio Candreva (Lazio) e Giacomo Bonaventura (Milan) domenica hanno festeggiato le proprie marcature con due esultanze alquanto… rischiose: il biancoceleste è scivolato sotto la curva e ha sbattuto violentemente il ginocchio sul cemento, mentre l’ex atalantino si è sbilanciato nel tentativo di saltare i cartelloni pubblicitari, finendo goffamente a terra (come lo juventino Bonucci allo “Stadium” contro i rossoneri). Il peggior infortunio dopo un goal rimane però quello occorso all’argentino Martín Palermo ai tempi della sua esperienza spagnola tra le fila del Villarreal (2001): il bomber sudamericano si fratturò tibia e perone in seguito al crollo sulla sua gamba destra di un muretto volto a sostenere i tabelloni che delimitano il perimetro di gioco.

PARMA-UDINESE, “CHIUSO PER DEBITI”. GENOVA S’INCHINA ALLA PIOGGIA
Chiuso per debiti. Domenica pomeriggio lo stadio “Tardini” di Parma avrebbe dovuto ospitare la partita di Serie A fra i ducali e l’Udinese, che invece non si è disputata. Il motivo? La società emiliana non dispone della liquidità necessaria per pagare gli steward. Così, il prefetto Giuseppe Forlani non ha rilasciato il suo benestare allo svolgimento della gara, suggerendo però di giocarla a porte chiuse; tale ipotesi è stata immediatamente rigettata dal presidente federale Carlo Tavecchio,  il quale ha ordinato il rinvio a data da destinarsi. Mai in A ci si era fermati perché un club non poteva garantire la sicurezza degli spettatori e la fornitura di energia elettrica. Per la cronaca, il debito del Parma al 30 giugno 2014 ammontava a 96 milioni di euro, al netto dei crediti.

Sampdoria-Genoa, invece, avrebbe dovuto andare in scena sabato sera, ma è stata recuperata soltanto martedì: infatti, lo scorso 21 febbraio, a meno di due ore dal fischio d’inizio del 78° “Derby della Lanterna” in Serie A (il 110° in assoluto), un forte acquazzone ha cominciato a imperversare sulla città di Genova e sul campo non sono stati apposti i teloni (pare a causa di un ingente debito delle due compagini nei confronti del “Consorzio Stadium”, che si occupa della manutenzione del manto erboso del “Luigi Ferraris”). A nulla sono serviti gli interventi di carotatura per far defluire l’acqua: l’arbitro Gianluca Rocchi di Firenze ha effettuato un doppio sopralluogo (alle 20.40 e alle 21), ma il pallone non rimbalzava né scorreva regolarmente sul rettangolo di gara. Così, si è optato per il rinvio della stracittadina genovese, che era già stata procrastinata in due precedenti occasioni: il 6 novembre 2000 (sempre per pioggia) e il 19 dicembre 2010 (copiosa nevicata).

MILAN, 29 ANNI DI BERLUSCONI
Venerdì 20 febbraio Silvio Berlusconi ha celebrato i suoi ventinove anni alla guida del Milan. Il presidente rossonero non ha potuto far visita come di consueto alla squadra per motivi personali (in questa stagione si è recato a Milanello già in ventuno occasioni). Malgrado l’assenza del loro numero 1, i meneghini hanno avuto la meglio sul malcapitato Cesena, sconfitto per due reti a zero. In questo 2015, il Milan ha vinto solo contro i romagnoli e contro il Parma a San Siro, perdendo con Sassuolo, Atalanta, Lazio (in Coppa Italia) e pareggiando contro l’Empoli.

BIG MAC
Massimo Maccarone (Empoli) si sta dimostrando implacabile sottoporta: l’ariete degli azzurri va a segno da quattro partite di fila (non accadeva dal maggio 2007, quando “Big Mac” indossava la casacca del Siena) e ha festeggiato con una doppietta ai danni del Chievo la sua duecentesima apparizione con il club empolese. Inoltre, cinque degli ultimi sette goal dei toscani portano la sua firma.

ASSISTMAN DA FERMO
Mirko Valdifiori (Empoli) ha stabilito un nuovo primato in questa Serie A 2014/2015: infatti, cinque dei suoi sei assist sono scaturiti da palla inattiva.

SALAH, MEDIA DA RECORD!
Mohamed Salah, neoacquisto della Fiorentina inserito nella trattativa che ha condotto Juan Guillermo Cuadrado a vestire la divisa del Chelsea, ha già siglato due reti in campionato con appena tre tiri nello specchio effettuati: un impatto devastante, che ha rilanciato le ambizioni dei viola in ottica europea.

IL QUARTO D’ORA MAGICO DI LAZIO-PALERMO
Il momento più propizio per andare in goal è sempre lo stesso: fra il 16’ e il 30’ della prima frazione di gioco. Questo dato curioso va associato alla storia del match di Serie A Lazio-Palermo, che dimostra come in questo lasso temporale siano già state messe a referto complessivamente sedici marcature, l’ultima delle quali porta la firma del rosanero Paulo Dybala, a segno domenica al 26’.

DYBALA-VÁZQUEZ, “GLI ONNIPRESENTI”
Quindici reti a fronte di cinquanta presenze in Serie A: questo è il bottino raccolto finora da Paulo Dybala (Palermo), che unitamente a Franco Damián Vázquez ha partecipato attivamente alle ultime otto segnature dei rosanero. “El Mudo”, dal canto suo, ha colpito 7 legni in stagione: soltanto Lionel Messi (Barcellona) ne ha centrati di più (9). Infine, una curiosità legata alla compagine siciliana: considerando esclusivamente le gare disputate davanti al pubblico amico, il Palermo occuperebbe il terzo posto in classifica, con 25 punti racimolati in 12 partite.

IACHINI E MONTELLA, DOPPIO PRIMATO
Giuseppe Iachini (allenatore Palermo) ha eguagliato il record di Francesco Guidolin, raggiungendo la sua sessantesima panchina consecutiva alla guida dei siciliani. Un primato al quale potrebbe presto aggiungersene un altro: lo stesso Guidolin e Delio Rossi, infatti, fra campionato e coppe arrivarono a quota 64 presenze di fila. Iachini, dunque, fra cinque turni potrebbe attuare il sorpasso ai danni dei suoi predecessori e diventare il recordman di sempre nella storia del club isolano.

Vincenzo Montella (tecnico Fiorentina), invece, domenica contro il Torino (1-1) ha celebrato la sua centesima gara sulla panchina dei viola (151^ apparizione da allenatore nella massima serie): sin qui, l’“Aeroplanino” ha raccolto 50 successi su 100 gare con i toscani.

DUVÁN ZAPATA, L’ORO DI NAPOLI
Meglio di Messi, quasi come Cristiano Ronaldo. Duván Zapata (Napoli) vanta la terza miglior media minuti/goal dei cinque maggiori campionati europei fra gli attaccanti con cinque o più marcature all’attivo in questa stagione: il colombiano va in goal ogni 80,6 minuti, meglio di Lionel Messi (a bersaglio ogni 81,35 minuti) e non troppo distante dal secondo posto del sorprendente Bas Dost (VFL Wolfsburg, a segno ogni 66,27 minuti). Al comando di questa speciale graduatoria troviamo Cristiano Ronaldo (Real Madrid), che ostenta una media di un’esultanza ogni 64,52 minuti.

CASA DOLCE CASA
Continua lo strepitoso momento dell’attaccante della Sampdoria Éder: il brasiliano è andato a bersaglio in tutte gli ultimi quattro incontri di A disputati a Marassi. Quando si dice “casa dolce casa”.

TABÙ SFATATI O… CONSOLIDATI
Il ventiquattresimo turno del campionato di Serie A vede cadere alcuni tabù che parevano insormontabili.

Innanzitutto, Andrea Pirlo (Juventus) non segnava due o più reti su azione in campionato dalla stagione 2004/2005. Il regista bianconero ha centrato il bersaglio con due potenti e precise conclusioni da fuori area il 30 novembre contro il Torino e venerdì sera contro l’Atalanta.

Fernando Llorente (Juventus) è tornato al goal: la sua ultima esultanza risaliva al 18 dicembre (1-3 al “Sant’Elia” contro il Cagliari).

Francesco Totti (Roma) non festeggiava una marcatura dalla doppietta messa a segno nel derby contro la Lazio lo scorso 11 gennaio. Per il capitano giallorosso si tratta del 240° sigillo in Serie A.

Boško Janković (Hellas Verona) non timbrava il cartellino in campionato da 364 giorni (23 febbraio 2014,  nella gara contro il Livorno).

Per la prima volta nella sua carriera da allenatore Andrea Mandorlini (Hellas Verona) ottiene un risultato positivo contro la Roma. Grazie a questa “X”, gli scaligeri interrompono la serie negativa di tre ko consecutivi. Tra l’altro, veneti e capitolini non pareggiavano al “Bentegodi” dal 26 agosto 2001 (1-1, segnature di Walter Adrián Samuel per i giallorossi e di Massimo Oddo per i padroni di casa).

Il Torino non perde da 11 giornate di campionato (5 vittorie e 6 pareggi): non accadeva, in un singolo torneo di Serie A, dal maggio 1980.

Prima vittoria casalinga di sempre del Napoli contro il Sassuolo: merito anche di Marek Hamšik, che ha ritrovato la rete dopo quindici giornate (lo slovacco non andava in goal in A dal 26 ottobre, quando griffò una doppietta nel 6-2 rifilato dai campani all’Hellas Verona).

Con l’1-2 di Cagliari, l’Inter ha conquistato la sua terza vittoria di fila in campionato, dopo i successi contro Palermo (3-0) e Atalanta (1-4 in landa orobica): un traguardo che i nerazzurri non riuscivano a centrare addirittura dal novembre 2012, quando sulla loro panchina sedeva Andrea Stramaccioni, oggi tecnico dell’Udinese.

L’Inter non batteva il Cagliari in Sardegna dal 2010/2011 (goal di Samuel Eto’o appena prima dell’intervallo).

Il pareggio fra Sampdoria e Genoa nella stracittadina disputata in casa dei blucerchiati mancava dal 2007/2008 (0-0).

Proseguono invece alcune maledizioni, che si trascinano ormai da diverso tempo.

Boško Janković (Hellas Verona), Andrea Pirlo (Juventus) e Francesco Totti (Roma) si confermano autentiche “bestie nere” rispettivamente per Roma, Atalanta ed Hellas Verona: terza rete in carriera ai giallorossi per il serbo, quinta alla compagine orobica per il playmaker bresciano e quinta agli scaligeri per “Er Pupone”.

L’Atalanta è uscita sconfitta dagli ultimi dieci incontri disputati in Serie A contro la Juventus. I bergamaschi non superano i bianconeri a Torino dalla stagione 1989/1990 (0-1, acuto di Claudio Caniggia), mentre in assoluto i nerazzurri non battono i sabaudi dal febbraio 2001. Da allora, sono seguite 18 vittorie zebrate e 2 soli pareggi, che in Piemonte non si verificano dal torneo 2008/2009 (2-2, goal di Vincenzo Iaquinta e Cristiano Zanetti per i padroni di casa e di Luca Cigarini e di Maximiliano Pellegrino per gli ospiti).

L’Atalanta ha messo a segno soltanto tre reti negli ultimi nelle ultime otto sfide di A contro la Juventus. Gli orobici, inoltre, hanno conquistato i tre punti esclusivamente in una delle ultime dodici gare in trasferta, a San Siro contro il Milan. Nelle restanti undici, sono arrivati 4 pareggi e 7 sconfitte.

Germán Denis (Atalanta) non ha mai segnato contro la Juventus in carriera, pur essendoci andato molto vicino nella gara d’andata, quando si fece neutralizzare un calcio di rigore da Gianluigi Buffon.

Il Chievo non riesce a stoppare la striscia di risultati utili consecutivi dell’Empoli, giunta a quota 4  (2 vittorie e altrettanti pareggi); dal canto loro, invece, i toscani hanno fermato la corsa dei veneti, reduci da un doppio successo ai danni di Parma e Sampdoria.

Il pareggio fra Empoli e Chievo al “Carlo Castellani” non si verifica dal 2006/2007 (1-1, Ighli Vannucchi per gli azzurri e Davide Mandelli per i clivensi).

Il Cesena non ha mai sconfitto il Milan a San Siro, dove ha segnato una sola rete contro i rossoneri, nel maggio 1976: esultò Giovanni Urban, ma il match si chiuse sul 2-1 in favore dei meneghini.

L’ultimo segno “X” a Milano fra Milan e Cesena è datato 20 maggio 1989 (0-0): si tratta di uno degli appena due pareggi raccolti dai romagnoli in Lombardia (un altro 0-0, infatti, risale alla stagione 1976/1977).

Il Torino non espugna l’“Artemio Franchi” di Firenze dal 31 ottobre 1976 (0-1, goal di Francesco Graziani al 78’). La Fiorentina ha segnato in tutte le ultime sei gare casalinghe contro i granata, che però non riescono a superare davanti al pubblico amico dal rocambolesco 4-3 del 2012/2013 (per i viola a bersaglio Juan Guillermo Cuadrado, Alberto Aquilani, Adem Ljajić e Rômulo, mentre per i piemontesi gonfiarono la rete Paulo Vitor Barreto, Mario Alberto Santana e Alessio Cerci).

Il Sassuolo non ha mai sconfitto il Napoli al “San Paolo”, dove i neroverdi, oltre al ko rimediato lunedì, hanno raccolto appena un pareggio (1-1 nella passata stagione firmato Blerim Džemaili e Simone Zaza). Gli emiliani subiscono goal da dodici match consecutivi, ma per la prima volta dal 23 novembre non sono riusciti a timbrare a loro volta il cartellino.

L’Inter ha incassato contro il Cagliari la 18^ rete nell’ultimo quarto d’ora di gara in 35 partite stagionali. Sono in tutto 8 gli incontri di campionato in cui i nerazzurri hanno mantenuto inviolata la propria porta: 5 con Walter Mazzarri e appena 3 con Roberto Mancini.

Infine, la Sampdoria non vince un derby in casa dal 2012/2013 (3-1: Andrea Poli, autorete di Cesare Bovo e Mauro Icardi per i blucerchiati, goal della bandiera di Ciro Immobile per i rossoblù).

Alessandro Nidi

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