Da Benevento una lezione di tifo al calcio italiano

“Oggi ci portiamo a casa un qualcosa che in Italia non è mai successa: una squadra retrocessa salutata dall’affetto del pubblico non si vede quasi mai. Ce lo siamo meritati, al di là dei difetti e dei limiti che abbiamo mostrato”. Parole stupende, quelle di Roberto De Zerbi, che ha saputo riassumere in breve il grande spettacolo al Vigorito dove il Benevento ha chiuso dinanzi ai propri tifosi con un successo. Il pubblico ha sostenuto la squadra in tutti i momenti del campionato, ieri forse anche un poco di più.

Cheick Diabaté ha finalizzato una grande galoppata in contropiede di Brignola, infiammando i supporters sugli spalti e sulle poltrone di casa. Non poteva esserci un congedo migliore dopo una stagione difficile, vissuta tra qualche errore di programmazione e scelte azzeccate probabilmente troppo tardi.

Il Benevento lascerà la Serie A, è vero questo; il grande amore della tifoseria sannita per i propri uomini in campo probabilmente no. Dal Sannio è arrivata una vera lezione di tifo calcistico che il campionato italiano dovrebbe tenere a mente per conquistare una maturità perduta nel corso delle stagioni. Il calcio, prima di essere una possibilità di guadagno economico, è un gioco in cui qualche volta si vince, qualche altra si perde.

In un mondo dove gli interessi economici stanno cancellando la passione sportiva è bello assistere ad eventi del genere, perché omaggiare con applausi e cori una squadra retrocessa dovrebbe essere la normalità. La squadra non ha raggiunto l’obiettivo, ma questo non significa che i giocatori non abbiano dato tutto ciò che avevano.

Il calcio italiano probabilmente si sta impoverendo proprio per l’estinzione di una passione che a mano a mano la brama di guadagno sta dilaniando. L’augurio è che la bella lezione di tifo data dalla passione della piazza sannita possa aiutare a trovare l’interruttore della luce in una stanza sempre più buia.

Lorenzo Gaudiano

Lorenzo Gaudiano
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Giornalista

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