Da Bergamo: il Napoli ed il Var, Sarri che fa battute sul mercato e il trio delle meraviglie: Reina, Allan e Mertens

4e75efa754d4d5a7dbc288e6539499b8-u43050320127012ni-u4343014802818jse-1224x916corriere-web-sezioni-593x443Il Gotha del nuovo sistema arbitrale italiano, Rizzoli-Rosetti, era presente in tribuna a Bergamo con in campo Orsato, forse il miglior arbitro italiano coadiuvato dal Var, a dirigere la gara. Eppure si è fatto un gran parlare sul gol di Mertens.

Il Napoli ha, però, incamerato l’importante successo ed ha tirato avanti.

All’indomani del prezioso successo conquistato allo Stadio Atleti Azzurri d’Italia Sarri ed i suoi ragazzi guardano avanti. Bergamo era una tappa di una stagione ancora molto lunga e molto complessa.

L’obiettivo del Napoli è un posto in Champions, lo ha ancora una volta ricordato a tutti Sarri in conferenza stampa, poi si vedrà.

Stasera la Juventus con molte probabilità si riporterà sotto, ma in questo turno la partita difficile era quella del Napoli.

Sarri in conferenza stampa ha parlato tanto. Ha toccato tanti argomenti. Si è soffermato sul mercato, argomento non preferito dal tecnico, lo ha fatto per spiegare che Verdi non si è trasferito in azzurro non per colpa sua: «Gli ho chiesto se il problema ero io e mi ha risposto di no» e, poi, ha ammesso l’interesse per Politano, trattenuto da “Marotta” al Sassuolo.

Per chiudere la vicenda Verdi, vale la pena tenere in considerazione le dichiarazioni del procuratore Giovanni Branchini, sibilline e populiste, che a saperle leggere hanno chiarito bene la vicenda. La longa manus della Juventus è arrivata anche là. Che il giocatore abbia parlato di scelta professionale fa sorridere. Che molti si siano affannati ad elogiarlo perché avrebbe rinunziato al Napoli, a tanti soldi, ad un contratto quinquennale pure. Le vere ragioni le si vedranno dopo il 30 giugno ed allora tutti quelli che oggi hanno evidenziato l’attaccamento ai colori, la serietà del giocatore che non si sentirebbe ancora pronto al grande salto, dovranno ricredersi e lo faranno, perché è l’esercizio più facile di questo mondo.

Tornando alla vittoria di Bergamo, vale la pena ricordare la prestazione di Reina, che si è fatto trovare pronto al momento opportuno, quella di Allan che è uscito dal campo stremato e quella di Mertens non tanto per il gol, pur tanto importante, ma per aver corso anche in modo isolato per tutta la partita, andando a disturbare chiunque dalla difesa orobica cercasse di impostare l’azione. Non ci si è dimenticato degli altri, tutti oltre la sufficienza, ma Reina, Allan e Mertens sono tre aspetti di un Napoli che, comunque finirà la stagione, andrà ricordato.

Il portiere è in scadenza di contratto e sembra che andrà via, sarebbe un errore, ma lui incarna la serietà, la lealtà e la professionalità presenti nello spogliatoio azzurro. Il secondo, il brasiliano, è diventato l’anima di un centrocampo che non può più farne a meno. Rincorre la maglia carioca, magari al prossimo mondiale, e nel gioco ricorda un altro brasiliano che a Napoli nessuno ha dimenticato: Alemao.

Il terzo, il belga, ha mostrato tutta la sua allegria, il suo accattivante sorriso da scugnizzo ma anche tutta la sua lucidità nell’intervista dopo la gara: «Sono un esterno diventato punta centrale. Da esterno non ero tenuto a segnare con continuità. Da centravanti è diverso. Era troppo tempo che in campionato non andavo in rete e per un centravanti non va bene, non fa bene al morale».

Giovanni Gaudiano

 

 

Giovanni Gaudiano
Informazioni su Giovanni Gaudiano 751 Articoli
Giornalista

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